Male l’asta Bot a 6 mesi

Collocati 8,5 miliardi di buoni ordinari con rendimenti in preoccupante rialzo. Pesano i risultati delle elezioni politiche francesi e le deludenti aste spagnole. Spread poco sotto i 400 punti

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Collocati 8,5 miliardi di buoni ordinari con rendimenti in preoccupante rialzo. Pesano i risultati delle elezioni politiche francesi e le deludenti aste spagnole. Spread poco sotto i 400 punti

Altra scorpacciata di titoli pubblici per le banche italiane a sostegno del mostruoso debito italico. La tanto attesa asta dei Bot a 6 mesi per 8,5 miliardi di euro in programma per oggi, si è chiusa con rendimenti in netto rialzo rispetto allo scorso mese di Marzo e soprattutto con un bid to cover pari a 1,71 che corrisponde a una domanda superiore ai 14 miliardi di euro. Ad acquistare i titoli emessi dal Tesoro sono state ancora una volta e  soprattutto  le banche italiane e gli istituzionali – come osservano gli operatori del Ministero dell’Economia che seguono sempre più con attenzione i collocamenti degli strumenti finanziari a sostegno del debito pubblico tricolore. Più nel dettaglio, i tassi sui Bot con scadenza Ottobre 2012 sono saliti all’1,77%, rispetto all’1,12% dell’asta precedente, e al massimo dallo scorso mese di gennaio. Il deludente risultato, in parte atteso, si è ripercosso sul mercato secondario dei titoli di stato e sul listino azionario milanese che ha subito azzerato i guadagni della mattinata passando in territorio negativo con i titoli delle banche sempre più zavorrate dal peso di titoli pubblici che i singoli risparmiatori e le famiglie non riescono più ad acquistare come in passato a causa dell’enorme pressione fiscale.

 

 

Elezioni francesi e deludenti aste spagnole fanno salire lo spread btp bund

 

Spread Btp Bund aprile

Ad influire negativamente sui rendimenti e quindi sul costo che lo Stato deve sostenere per rifinanziare il proprio debito sono state ancora una volta le tensioni politiche ed economiche che si sono riversate sui mercati europei raffigurabili nel differenziale di rendimento fra il Btp decennale e il Bund tedesco che si attesta poco sotto quota 400.

Il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali francesi ha creato malumori e preoccupazioni sul possibile cambio di rotta della politica di rigore dell’asse franco-tedesco, così come le dimissioni del governo olandese in carica hanno alimentato ulteriori disagi a livello europeo sul programma di contenimento del deficit degli stati centrali europei. A gettare benzina sul fuoco, ci si è messa poi anche la Spagna che pochi giorni fa ha rinnovato titoli a tre e sei mesi a tassi nettamente più alti rispetto al mese prima a fronte di una domanda deludente.

 

In tensione anche i CTZ e BTPi collocati due giorni fa

 

 

In questo contesto non ci si poteva aspettare un buon risultato – commentano gli operatori di Unicredit – che tuttavia avvertono un calo delle tensioni sul mercato secondario dei Btp, alla vigilia dell’asta in programma per domani, vero e proprio termometro indicatore dello stato di salute delle finanze pubbliche. Già, comunque, le tensioni sull’asta odierna erano state anticipate due giorni fa quando il Tesoro aveva collocato Ctz gennaio 2014 per il massimo importo previsto di 2,5 miliardi di euro, registrando un rialzo dei tassi. Il rendimento medio, infatti, è salito al 3,355% dal 2,353% del collocamento di Marzo registrando fra l’altro un preoccupante rallentamento della domanda, con un rapporto bid-to-cover di 1,80 contro 1,86 precedente. Stessa cosa per i Btp indicizzati settembre 2017 e settembre 2019 per 943 milioni di euro che hanno visto i costi di rifinanziamento muoversi verso l’alto. Per la tranche 2017 il rendimento medio è stato del 3,88% e sulla scadenza 2019 il tasso è salito al 4,32% (+1,27).

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