Maggio mese ricco e di possibili tensioni per i BTp, ecco i numeri sui titoli di stato

Il calendario del Tesoro a maggio sui titoli di stato è ricco e, trattandosi di un mese elettorale, qualche tensione rischia di pesare sulle emissioni.

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Il calendario del Tesoro a maggio sui titoli di stato è ricco e, trattandosi di un mese elettorale, qualche tensione rischia di pesare sulle emissioni.

Il primo trimestre del 2019 si è chiuso con emissioni lorde di titoli di stato per 118,2 miliardi di euro, 32,1 miliardi in più delle scadenze. Come sappiamo, nella prima parte dell’anno il Tesoro è solito fare incetta di liquidità sui mercati finanziari, da utilizzare nell’ultima parte dell’anno, quando gli investitori iniziano a chiudere il portafoglio. Complessivamente, la durata media dei bond emessi è stata di 7,33 anni, che si confronta con i circa 7,14 anni di quelli rimpiazzati alla scadenza.

Ciò ha portato a un lieve allungamento della vita media residua del nostro debito pubblico dai 6,73 a gennaio a 6,82 anni alla fine di marzo.

Il debito pubblico ci costa meno: la spesa per interessi continua a scendere, nonostante lo spread

Altro aspetto interessante riguarda la variazione del costo del debito. Le emissioni del primo trimestre sono avvenute a un rendimento medio lordo dell’1,38%, in crescita di quasi un terzo di punto percentuale rispetto all’1,07% medio del 2018. Quanto al rendimento medio dei bond scaduti nei primi tre mesi dell’anno, abbiamo ricavato che si sarebbe attestato a poco meno del 2,40%. Ciò significa che, nonostante lo spread alto, il Tesoro starebbe continuando a pagare meno sui titoli di stato in circolazione. Anche tenendo conto delle emissioni superiori alle scadenze, i risparmi sarebbero stimabili in non meno di 400 milioni di euro. Infatti, sui 118,2 miliardi di debito lordo emesso pagheremo la media annua di 1,63 miliardi di interessi, mentre sugli 86,1 miliardi scaduti pagavamo circa 2 miliardi.

Il calendario di maggio

Il mese di maggio si presenta ricco sul fronte delle scadenze. Il 14 e il 31 dovranno rimborsarsi rispettivamente BoT per 6,5 miliardi di euro di valore in ciascuna data, mentre ieri già sono maturati BTp a 15 anni per ben 17,2 miliardi. A questi si aggiungono altri CcTeu per 10,5 miliardi il 30 maggio e altri 1 miliardi di CTz il prossimo 6 maggio. In tutto, fanno 41,7 miliardi di euro, quasi il doppio dei 22,85 di aprile e nettamente maggiori dei 12,55 di marzo, anche se meno dei quasi 60 miliardi di febbraio.

BTp in rally dopo Standard & Poor’s?

Considerando che alla fine del mese si terranno le elezioni europee e che con l’avvicinarsi dell’appuntamento sui mercati non sono da escludere nuove tensioni, il Tesoro potrebbe mostrarsi più cauto nelle emissioni, specie se i risultati dovessero indisporre gli investitori, ai quali verrebbe più difficile assorbire ben 17 miliardi di euro di titoli in scadenza tra il 30 e il 31 (dopo il voto), anche se le difficoltà eventualmente si concentrerebbero sul rinnovo dei titoli a lungo termine.

Per questo, così com’è accaduto a febbraio, quando le emissioni sono state di 23 miliardi inferiori alle scadenze, anche a maggio potrebbe accadere qualcosa di simile, grazie all’utilizzo parziale delle scorte accumulate, queste ultime intorno ai massimi storici.

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