Macedonia lancia con successo bond da 270 milioni di euro

L’obbligazione governativa (XS1318363766) offre rendimenti del 5% per cinque anni. Dettagli e analisi economica del paese

di Mirco Galbusera, pubblicato il
L’obbligazione governativa (XS1318363766) offre rendimenti del 5% per cinque anni. Dettagli e analisi economica del paese

La Macedonia torna sui mercati internazionali dopo più di un anno. E lo fa collocando con successo un bond da 270 milioni cogliendo altresì l’opportunità di finanziarsi a costi più bassi che in precedenza. Skopje ha infatti collocato presso investitori istituzionali un nuovo prestito obbligazionario della durata di 5 anni con lo scopo di rifinanziare debiti in scadenza e, in particolare, un bond da 150 milioni di euro (XS0238022445) in scadenza a dicembre 2015. L’obbligazione è stata sottoscritta da molti investitori qualificati europei e gli ordini sono giunti più che altro dalla Germania e dalla Gran Bretagna. Il bond (XS1318363766) è stato sottoscritto al prezzo di 98,921 per un rendimento a scadenza del 5,125%, leggermente meglio delle attese della vigilia che prevedevano uno yield del 5,375%. Il coupon è stato fissato al 4,875% con data di stacco 1 dicembre di ogni anno. La nuova obbligazione Macedonia 2020 sarà quindi quotata a partire dal 1 dicembre 2015 sul Irish Stock Exchange di Dublino e negoziabile per importi minimi di 100.000 euro nominali. Il rating atteso è BB- per Standard & Poor’s.   Per la Ue l’economia macedone è a un buon livello   Il 10 novembre la Commissione europea ha presentato i suoi “Progress Report” annuali sulla situazione nei paesi coinvolti nella politica d’allargamento – Balcani occidentali e Turchia. Per quanto riguarda l’ex repubblica jugoslava di Macedonia, la Commissione continua a raccomandare al Consiglio l’apertura dei negoziati d’adesione – cosa che era stata messa a rischio dalla crisi politica della primavera – benché condizionata alla continua applicazione degli accordi politici di Pržino, con l’avvio di un governo di unità nazionale ed elezioni anticipate ad aprile 2016. Una crisi – “la più grave dal 2001”, secondo la Commissione – che ha rischiato di intaccare anche i delicati equilibri etnici del paese, allorquando sarebbe anzi necessario prevedere una revisione degli accordi di Ohrid. Il Consiglio UE prevedibilmente non darà comunque seguito alla raccomandazione della Commissione per via del veto della Grecia, che ormai da sette anni impedisce a Skopje ogni avanzamento nel cammino europeo. Notizie positive, invece, per quanto riguarda l’economia: la Macedonia è a un “buon livello” di preparazione nello sviluppo di una economia di mercato funzionante.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Nuove obbligazioni, Ratings, Bond Macedonia, Titoli di Stato Italiani