Londra rinuncia alla sterlina e rifinanzia il debito in Yuan

La divisa cinese entra per la prima volta nelle emissioni pubbliche della Gran Bretagna. Londra ha bisogno della Cina e la finanza guarda a Est

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La divisa cinese entra per la prima volta nelle emissioni pubbliche della Gran Bretagna. Londra ha bisogno della Cina e la finanza guarda a Est

La finanza londinese parlerà cinese. Il rafforzamento dello yuan sui mercati internazionali è ormai un fatto assodato. Molti emittenti corporate e bancari si sono recentemente orientati a emettere obbligazioni denominate in valuta cinese, vista fino a qualche anno fa come rischiosa. Del resto la Cina è ormai diventata la seconda potenza economica mondiale e non si può più fare a meno di considerare la sua valuta come secondaria alle monete forti, anche perché i forzieri di Pechino sono pieni zeppi di dollari USA e le sorti del renminbi sembrano quindi legate a filo diretto con le oscillazioni del biglietto verde americano (USD).   Londra prepara bond in yuan con rendimento 2,90%   In questo contesto, anche il governo britannico si appresta a emettere debito pubblico denominato in yuan. Londra avrebbe infatti fissato le guidance iniziali sul prezzo di un bond triennale denominato in yuan in corrispondenza di un rendimento intorno al 2,9%. E’ quanto si apprende dal documento informativo visionato dal Wall Street Journal. La Gran Bretagna diventerà quindi il primo Paese, oltre la Cina, ad emettere bond denominati in yuan. Bank of China, Hsbc e Standard Chartered sono state assunte per gestire l’emissione, spiega il documento dal quale emerge inoltre che il prezzo dovrebbe essere fissato nel corso della giornata. La scorsa settimana il Tesoro britannico ha fatto sapere che la vendita del bond in yuan sarà utilizzata per finanziarie le riserve in valuta estera del Paese.   Londra: accordi commerciali e investimenti cinesi al top dell’anno   Ma è solo una scelta finanziaria dettata dalla convenienza e dal rapporto di cambio o c’è dell’altro? Secondo gli esperti la presenza cinese in Europa, in termini di investimenti, e in particolare a Londra avrebbe toccato un livello record quest’anno. Complice la crisi economica, la Gran Bretagna ha sempre più bisogno di investimenti provenienti da Est e che non sono solo quelli degli oligarchi russi ai quali viene spesso offerto un trattamento fiscale vantaggioso rispetto alla madre patria. Ragion per cui Pechino chiederebbe in cambio che la sua valuta venisse maggiormente considerata per gli scambi commerciali in vista di processo di de-dolalrizzazione dell’economia, già iniziato. Pechino, del resto, punta con decisione sullo yuan nelle transazioni finanziarie mondiali che passano soprattutto per la city londinese. Così, la Gran Bretagna – spiega Reuters – sarà il primo governo occidentale ad emettere debito nella valuta cinese del Renminbi, tale da rafforzare i legami finanziari con la Cina. La notizia è arrivata dopo la firma di alcuni trattati commerciali con Pechino dal valore di 2,4 miliardi di sterline, in occasione della visita del vice premier cinese Ma Kai a Londra.   Londra lancia bond governativi per 2 miliardi di yuan   “Posso annunciare che Downing Street intende essere il primo governo ad emettere bond nella valuta cinese”, ha dichiarato il ministro delle Finanze inglese George Osborne. “Abbiamo emesso bond in dollari fino ad oggi, stavolta puntiamo sullo yuan”, ha aggiunto, sostenendo che alla società assicuratrice inglese Lloyd’s è stata garantita l’autorizzazione per aprire una filiale a Pechino. Diplomazie che lavorano quindi anche in finanza, con la concessione della licenza inglese al colosso bancario Commercial Bank of China.

Osborne ha spiegato che l’importo del bond in renminbi sarà circa di 2 miliardi, simile a quello emesso a Londra dalla China Development Bank. Il ministro dello Scacchiere ha inoltre sottolineato che il bond sarà usato da Londra per finanziare le riserve monetarie straniere. La Gran Bretagna è stata attiva nell’attirare le banche cinesi nella City e gli scambi commerciali in yuan, così da incentivare la sua posizione di primato come centro finanziario mondiale per gli scambi monetari.  

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