Lo stato in soccorso dei bond bancari

Manca la liquidità per rifinanziare oltre 130 miliardi di bond bancari in scadenza nel 2012. Il Tesoro potrà assicurare i nuovi titoli per attirare i risparmiatori. Errore gravissimo alzare la tassazione sulle cedole bancarie al 20% in questo momento

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Manca la liquidità per rifinanziare oltre 130 miliardi di bond bancari in scadenza nel 2012. Il Tesoro potrà assicurare i nuovi titoli per attirare i risparmiatori. Errore gravissimo alzare la tassazione sulle cedole bancarie al 20% in questo momento

Nel 2012 lo Stato dovrà andare in soccorso delle banche italiane. Lo stabilisce il decreto appena varato dal governo Monti e in via di approvazione al Parlamento. L’art. 6 parla infatti di “misure per la stabilità del sistema creditizio”, mentre l’art.8 prevede che “il Ministro dell’Economia e delle Finanze è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato, fino al 30 Giugno 2012, sulla passività delle banche italiane con scadenza da tre mesi fino a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite”. Ai comuni lettori potrebbe apparire come un tecnicismo volto a fornire ulteriori garanzie alle obbligazioni bancarie, ma per gli addetti ai lavori questo sta ad indicare che le banche sono a secco di liquidità e rischiano di non riuscire a garantire il rifinanziamento di oltre 130 miliardi di obbligazioni in scadenza l’anno prossimo. I giornali ne parlano poco e le televisioni men che meno per non alimentare eccessivi allarmismi fra i risparmiatori, ma di fatto la situazione è grave. Se da un lato si vuol far passare la misura come volta a offrire ulteriori garanzie ai prestiti bancari invitando i risparmiatori a sottoscrivere nuovi prodotti obbligazionari delle banche italiane allo sportello, dall’altro i banchieri (il primo è Corrado Passera che siede, non a caso, al governo con Monti) hanno già ravvisato il rischio di insuccesso delle operazioni di rifinanziamento previste ed ecco che lo stato potrebbe essere chiamato a metterci una pezza, senza escludere che l’innalzamento dell’IVA al 23% a partire dalla seconda metà dell’anno, cioè quando il programma di assicurazione pubblica sarà terminato, servirà a coprire i costi delle banche.

 

Garanzie statali solo per i bond senior, esclusi i subordinati, i convertibili e i perpetui

Nello specifico, saranno garantiti solo bond di nuova emissione per gli istituti che ne faranno richiesta ad eccezione delle obbligazioni subordinate, strutturate o complesse.

In cambio della garanzia, le banche dovranno corrispondere allo Stato una commissione che sarà calcolata in base alla scadenza del titolo, alla tipologia dell’emissione, al rating della banca, ecc. L’istruttoria della pratica sarà affidata alla Banca d’Italia che poi darà il via libera al Ministero dell’Economia. Ciascuna banca potrà quindi usufruire di queste garanzie sino a un controvalore massimo pari al patrimonio di vigilanza e, per le obbligazioni di durata superiori ai tre anni, per un valore che non superi di un terzo il valore nominale totale dei debiti garantiti dallo Stato. Così, nel caso che con l’andare del tempo una banca non riuscisse ad onorare i propri impegni interverrà lo Stato in ultima istanza. La garanzia del Tesoro si rende necessaria – osserva un economista – anche perché alcune banche italiane sono invitate dall’Authority europea a rafforzare il proprio patrimonio con aumenti di capitali di oltre 15 miliardi di euro nel 2012 tenendo conto che soffriranno anche per il prossimo taglio dei tassi della BCE, stimato fra lo 0,25% e lo 0,50%.

 

Un errore tassare al 20% gli interessi sui bond bancari lasciando al 12,5% i Bot

Ma perché si è giunti a tanto? Ebbene – commenta Edoardo Gusmeroli del gruppo BNL Paribas – le cause sono all’evidenza di tutti e il la crisi di liquidità sta mettendo in ginocchio il sistema creditizio con le banche che non si prestano più soldi fra loro e i risparmiatori che non si fidano più di niente dopo che anche i titoli di stato e i Bot non sembrano più così soldi come prima. Il problema – prosegue l’analista – è aggravato anche dal fatto che dal 2012 è stata innalzata smisuratamente al 20% la tassazione sugli interessi obbligazionari dei prodotti bancari, mentre è stata lasciata invariata al 12,5% quella sui titoli di stato che normalmente godono di garanzie maggiori, costringendo così le banche a offrire, in un momento veramente difficile come questo, una remunerazione maggiore per attirare gli investitori.

Insomma, è stato fatto proprio il contrario di quello che in simili circostanze non andava fatto: gettare benzina sul fuoco. E’ quindi ovvio che un risparmiatore, cercherà di acquistare Bot al 6% in questo momento con tassazione al 12,5% piuttosto che obbligazioni bancarie con lo stesso rendimento ma tassazione al 20%, a meno che le banche stesse non siano in grado di offrire rendimenti più alti. Ma non è certo questo il momento. Inevitabile quindi l’intervento dello Stato che in ultima istanza possa garantire i prestiti che gli istituti di credito si apprestano a rinnovare nel 2012 sullo scenario di un peggioramento del quadro macroeconomico globale.

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