Lo spread btp bund crolla a 300 punti. Come mai?

Improvviso restringimento della forbice dei rendimenti fra titoli di stato italiani e tedeschi. Spagna e Italia non c’entrano, gli investitori stanno mollando la Germania

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Improvviso restringimento della forbice dei rendimenti fra titoli di stato italiani e tedeschi. Spagna e Italia non c’entrano, gli investitori stanno mollando la Germania

Crollo dello spread btp bund del 12% in due sole sedute. Cosa è successo? Miracolo della legge di (in)stabilità varata da Monti o ritiro a gambe levate della speculazione? Merito della Tobin Tax o ritorno di fiducia verso l’Italia? I giornali finanziari si stanno dileggiando in una miriade di giustificazioni che vanno dalle note rassicuranti degli analisti che arrivano dalle trimestrali delle grandi aziende americane, agli aiuti che l’Ue starebbe per concedere alla Spagna, dopo che anche la Grecia ha ottenuto il via libera alla seconda tranche di rifinanziamento per oltre 31 miliardi di euro (Grecia e Spagna, i fronti caldi della crisi a una svolta?).

Ebbene, nulla di tutto ciò. Il mercato obbligazionario – spiega Rudolf Branigham di Deutsche Bank – non recepisce e non recepirà mai queste notizie come segnali di inversione di una tendenza. Piuttosto le ragioni vanno cercate nel noto principio del “fly to quality”, tradotto letteralmente “volo verso la qualità”. Così le grandi masse monetarie si stanno lentamente spostando da zone sicure, ma per niente redditizie, a zone meno sicure e più redditizie. Insomma, i grandi investitori si sono stancati di perdere denaro investendo in bund tedeschi e Oat francesi che, al netto dell’inflazione, rendono negativamente, e vanno adesso alla ricerca di altri lidi più redditizi.

 

La Germania costretta a ricomprasi i titoli di stato in asta per tenere i tassi a zero

 

Il segnale forte è arrivato dalla Germania che ancora una volta ha dovuto faticare per collocare sul mercato titoli di stato tedeschi a tre anni offrendo rendimenti in rialzo rispetto al mese di giugno. Non solo: dei 4,2 miliardi di euro di Schatz settembre 2014 assegnati allo 0,07%, 800 milioni sono stati assorbiti dalla Bundesbank che ha così frenato per la seconda volta in tre mesi il rendimento finale dei titoli, anche perché la stessa Buba in un secondo momento li venderà sul secondario per completare il collocamento del Tesoro tedesco.

La conseguenza di questa manovra inusuale – spiega Samuel Ardiles di RBS a Londra – si è tradotta in un cambiamento di rotta degli investitori istituzionali verso i paesi periferici dell’Europa già alla vigilia dell’asta tedesca. Così molti investitori, soprattutto tedeschi, anche alla luce dei recenti sviluppi politici che vedono la Spagna e l’Italia come un problema quasi risolto, hanno deciso di comprare Btp e bonos. Ma soprattutto i primi che hanno visto il rendimento decennale scendere velocemente sotto il 5% grazie alla buona domanda estera. Del resto, il programma di rifinanziamento del debito pubblico italiano è quasi completato e il collocamento del Btp Italia che si concluderà il 18 Ottobre sta andando a gonfie vele visto che a comprare sono soprattutto istituzionali.

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