Lo spread a quota 330 manda in tilt anche l’offerta di Btp Italia 2022

Lo scontro Italia Ue sulla legge di bilancio e lo spread a 330 bp manda a rotoli anche la vendita di Btp Italia. Sottoscritti solo 241 milioni il secondo giorno

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Lo scontro Italia Ue sulla legge di bilancio e lo spread a 330 bp manda a rotoli anche la vendita di Btp Italia. Sottoscritti solo 241 milioni il secondo giorno

Va male la sottoscrizione della 14esima edizione del Btp Italia. Il secondo giorno di offerta si è concluso infatti con soli 241 milioni di adesioni, la metà circa rispetto al giorno precedente che porta il totale a meno di 700 milioni di euro. Un vero e proprio flop dicono gli operatori che costringerà il Tesoro a rivedere la politica di offerta di un Btp divenuto tanto popolare quanto appetibile in passato.

Eppure questa volta il Mef ha voluto da subito incoraggiare gli investitori con una cedola minima garantita al 1,45% e una duration che scende da 6 a 4 anni. Ma nulla, gli investitori hanno voltato le spalle preferendo tenere i soldi sul conto corrente in attesa di tempi migliori.

Flop Btp Italia anche il secondo giorno

Secondo gli esperti, infatti, il lancio del Btp Italia è coinciso con un periodo pessimo per i mercati finanziari e in particolare per i titoli di stato italiani finiti al centro di attacchi speculativi a causa dello scontro fra Italia e Ue sulla legge di bilancio statale del 2019. Lo spread in continua crescita e le borse al tracollo, con Milano fra le peggiori in Europa, ha messo ha dura prova i collocatori del Btp Italia e i risultati si sono visti con la raccolta degli ordini dei primi due giorni. Ma non sembra mettersi bene nemmeno per gli istituzionali che potrebbero disertare le sottoscrizioni qualora il quadro finanziario italiano dovesse peggiorare ulteriormente.

L’ostinazione del governo a varare una legge di bilancio in deficit con un bilancio statale gravato dal più alto debito pubblico d’Europa e con previsioni di crescita economica anemica per il 2019, non depone a favore degli investitori a preferire i Btp rispetto ad altri titoli di stato. I bond spagnoli e portoghesi sono in questo momento preferiti a quelli italiani – osservano dall’ufficio studi di ING – e la preferenza, già in atto da mesi, non sembra cambiare. Il rendimento dei Bonos decenni vale la metà dei Btp, mentre sul breve termine i tassi di Madrid e Lisbona sono negativi, mentre quelli italiani sono positivi.

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Argomenti: BTP Italia