Lo spettro di una vittoria rinviata (e contestata) sul mercato obbligazionario

Il giorno dopo le elezioni presidenziali USA non esiste un chiaro vincitore e sui mercati finanziari si colgono già i segnali.

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Il voto americano sui bond

Non c’è ancora un vincitore ufficiale delle elezioni presidenziali di ieri negli USA. Donald Trump e Joe Biden hanno conquistato finora un numero simile di Grandi Elettori, ma ne restano da assegnare quasi un’ottantina in diversi stati-chiave. Il presidente appare in vantaggio, ma si consideri che la Pennsylvania non dovrebbe concludere lo spoglio prima di venerdì. E proprio la prospettiva di una vittoria rinviata e persino contestata mette in allarme gli investitori. Guardando ai Treasuries, notiamo che il rendimento decennale nella mattinata odierna è imploso di circa 13 punti base allo 0,78%. Allo stesso tempo, il dollaro ha guadagnato circa mezzo punto percentuale in media contro le altre principali valute mondiali.

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Questi due dati captano meglio di altri il senso di quanto stia accadendo. I mercati finanziari hanno paura che l’esito del voto di ieri venga contestato. I primi segnali di un simile scenario ci sono già. Poche ore fa, il presidente Trump twittava che i democratici cercherebbero di “rubare la vittoria”, mentre il rivale Joe Biden si mostrava “fiducioso di vincere”. La proclamazione del vincitore non dovrebbe avvenire oggi e questo crea nervosismo tra gli investitori.

Un esito incerto e fonte di tensione sarebbe l’unica cosa di cui avrebbero bisogno in questa fase già di enormi incertezze legate alla pandemia.

Lo scenario negativo

Cosa dovrebbe accadere? La ricerca di “safe assets” da parte del mercato premierà per i prossimi giorni i titoli di stato americani e, in generale, il dollaro. A farne le spese saranno eventualmente i bond percepiti meno sicuri, vale a dire gli “high yield”.

Positivo il segnale che arriva dai BTp. Malgrado il loro basso rating, i rendimenti oggi sono in calo, segno che non vengano scartati a favore di titoli più sicuri come i Bund. E questa non è che la conseguenza del sostegno offerto loro dalla BCE.

Queste tensioni dovrebbero durare fino a questa settimana finanziaria, anche se non possiamo escludere eventuali ricorsi giudiziari contro l’esito da parte di uno dei due candidati. In quel caso, come ci insegna il precedente di George W. Bush contro Al Gore, la vicenda si trascinerebbe per diverse settimane. Sarebbe un incubo per i capitali, i quali rimarrebbero in balia degli eventi verosimilmente finanche a dicembre, accentuando la volatilità di questa fase causata dalla seconda ondata di contagi da Covid, specie in Europa.

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