Inghilterra aumenta i tassi. Cosa succederà adesso?

Secondo gli analisti di Aberdeen Standard Investments, l’aumento dei tassi d’interesse in Inghilterra è solo l’inizio di una serie. Vediamo perchè

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Secondo gli analisti di Aberdeen Standard Investments, l’aumento dei tassi d’interesse in Inghilterra è solo l’inizio di una serie. Vediamo perchè

Ieri la Banca d’Inghilterra (BoE) ha aumentato i tassi per la prima volta da luglio 2007. In base alla posizione della BoE, i tassi devono aumentare per ridurre il rischio che l’inflazione manchi il proprio obiettivo ripetutamente e che una politica restrittiva non avrà conseguenze sulla ripresa dell’economia e del mercato del lavoro. Considerato che questo aumento era ampiamente scontato, i mercati saranno maggiormente focalizzati sulle comunicazioni legate alla decisione e alle implicazioni per il futuro – osserva Jeremy Lawson, Chief Economist di Aberdeen Standard Investments.

Nonostante il significato simbolico di questo aumento dei tassi, si tratterà di un ciclo restrittivo molto limitato e graduale. Riteniamo che la BoE avrà la possibilità di aumentare i tassi al massimo tre volte nel corso dei prossimi anni – dice Lawson  – dato che le incertezze sulla Brexit, il basso potenziale di crescita e l’elevato livello di credito ai consumatori limiteranno i tassi di interesse che l’economia può assorbire senza ripercussioni.

Nel caso la nostra view sul percorso dei tassi nel Regno Unito fosse corretta – prosegue Lawson – il ritmo del ciclo restrittivo della BoE si posizionerebbe a un livello intermedio tra quello della Fed da una parte e quello di Boe e BoJ dall’altra. Negli Usa ci aspettiamo almeno cinque aumenti nei prossimi due anni, a cominciare da dicembre. Potrebbero anche essere di più nel caso nei prossimi mesi fosse approvato un rilevante pacchetto fiscale.

Nell’Eurozona, invece, dove la pressione inflazionistica è molto bassa, non ci aspettiamo un aumento dei tassi prima della fine del 2019 – conclude Lawson – circa un anno dopo il termine del programma di acquisto di asset, sebbene in questo periodo si potranno avere alcuni adeguamenti del tasso sui depositi. In Giappone, dove l’inflazione sottostante è ancora più debole, pensiamo che la BoJ manterrà a lungo il proprio controllo sulla curva dei rendimenti ai tassi correnti.

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Argomenti: Macroeconomia

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