L’incertezza politica mette a dura prova i bond bancari italiani

Tornano a salire i rendimenti dei bond bancari italiani. Nel mirino i titoli subordinati di Banca Mps, ma anche altri titoli sono nel mirino degli investitori

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Tornano a salire i rendimenti dei bond bancari italiani. Nel mirino i titoli subordinati di Banca Mps, ma anche altri titoli sono nel mirino degli investitori

I bond bancari italiani soffrono il momento negativo che sta attraversando la borsa a causa delle rinnovate tensioni sullo spread Btp/Bund. Non di meno, il sell off sul comparto finanziario della borsa di Milano ha contribuito a ingenerare pessimismo fra gli investitori condizionando i rendimenti dei bond bancari. Così, in sintesi, fa notare Andrew Fraser, Head of Financial Credit Research di Aberdeen Standard Investments.

Il bond Tier 2 a dieci anni di Mps denominato in euro, ad esempio, è stato oggetto di ampie vendite. Il suo prezzo di emissione era troppo elevato quando è stato messo sul mercato lo scorso gennaio. A suo tempo la domanda era molto elevata a causa della ricerca di rendimento, mentre ora la situazione è diversa. Il prezzo di emissione non rifletteva il rischio rappresentato dal reale peso dei problemi che Mps deve affrontare. Tra questi, il più urgente è la cartolarizzazione di 24 miliardi di euro di sofferenze attualmente in bilancio. Un processo che già era difficile e che ora lo sarà ancora di più, vista l’evoluzione della scena politica italiana.

In questo momento, poi – dice Fraser la politica sta mettendo a dura prova un settore che già stava lottando per rimettersi in piedi. C’è troppa incertezza nella situazione politica per poter analizzare dettagliatamente la situazione delle singole banche. Da un lato, se le leggi sul fallimento, recentemente modificate, venissero revocate, ciò potrebbe davvero danneggiare il mercato dei crediti in sofferenza. Ma non è tutto negativo. Nel complesso, le banche hanno gestito un gran numero di crediti inesigibili, anche se il loro ammontare è ancora eccessivo. La Bce ha ancora margine per sostenere le banche italiane orientando i loro acquisti di asset verso i titoli di Stato italiani. Dopo tutto, Mario Draghi non vuole che tutto il suo buon lavoro venga annullato dalla politica.

Unicredit e Intesa Sanpaolo, invece, hanno mostrato una buona resistenza in occasione del recente sell-off. Entrambe hanno dimostrato di poter cedere i prestiti in sofferenza a società di private equity e ad altri soggetti in grado di gestire adeguatamente questo tipo di attività. Ed entrambe hanno buone fonti di fatturato, come le attività di gestione del risparmio, che dovrebbero rivelarsi durevoli. I due istituti bancari, inoltre, stanno adottando misure difensive per il prossimo periodo di contrazione. Oltre a cedere i crediti inesigibili pregressi, hanno investito molto per migliorare i propri sistemi di gestione del rischio e di finanziamento, e questo dovrebbero garantire migliori risultati sui prestiti più recenti.

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Argomenti: Banca MPS