Con l’hard Brexit è fuga dai bond corporate Uk

Pioggia di vendite sui corporate bond britannici. Gli investitori temono che l’impatto della Brexit sarà duro per le aziende

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Pioggia di vendite sui corporate bond britannici. Gli investitori temono che l’impatto della Brexit sarà duro per le aziende

La Brexit mette in fuga gli investitori dai bond corporate inglesi. Nel timore che gli effetti negativi della Brexit si rivelino più forti del programma di acquisto di obbligazioni promosso dalla Banca d’Inghilterra, gli investitori stanno scaricando il debito societario britannico. Lo si evince anche dal rapido indebolimento della sterlina (GBP) nei confronti di euro e dollaro.

Il selloff di bond è l’ultima dimostrazione delle preoccupazioni degli investitori circa gli effetti dell’esito del referendum del 23 giugno scorso. Martedì scorso la sterlina ha toccato il minimo assoluto nell’ambito di un indice ponderato di valute e nelle ultime settimane il costo del debito sovrano inglese ha registrato un’impennata. Il tutto fa seguito alle dichiarazioni del primo ministro Theresa May: il governo farà del controllo all’immigrazione una priorità a scapito dell’accesso al mercato unico. rendimenti dei bond restano ben sotto i livelli precedenti la vittoria del fronte del Leave, ma il loro aumento si è verificato nonostante i 70 miliardi di sterline addizionali di debito corporate e pubblico di cui la Banca d’Inghilterra ha annunciato l’acquisto, sottolineando i limiti del supporto dell’istituto centrale di fronte al crescente rischio politico del Paese.

Rendimenti dei bond in sterline in rialzo

“Sebbene il programma di acquisto di bond sia ancora in vigore, il rischio di hard Brexit ne sta scalzando i benefici” – riflette Mitch Reznick – condirettore del credito di Hermes Investment Management. In base agli indici obbligazionari Bloomberg Barclays, martedì il rendimento medio delle obbligazioni societarie in sterline è salito al 2,45%. Si tratta di un rialzo di 0,3 punti percentuali dalla fine del mese scorso, quando la BoE ha dato avvio all’acquisto di obbligazioni societarie.

Peraltro, gli investitori richiedono un premio maggiore per mantenere in portafoglio i titoli di Stato. Mercoledì il rendimento dei Gilt a 10 anni è cresciuto di 0,05 punti percentuali a circa 1,04%, il doppio del minimo storico dello 0,52% raggiunto a metà agosto.

Le ragioni del sell off sui corporate bond

Ma non è tutto. Gli investitori stanno punendo il debito societario più di quello sovrano. Lo spread richiesto per tenere in carico il debito corporate al posto dei titoli di Stato meno rischiosi è circa 1,5 punti percentuali, lo 0,1% in più rispetto al recente minimo raggiunto sempre in agosto, secondo gli indici obbligazionari Bloomberg Barclays. E quasi metà di tale aumento si è verificato a ottobre. Uno dei principali motivi alla base del selloff di bond delle aziende dovrebbe essere il calo della sterlina piuttosto che le preoccupazioni per la qualità del credito, secondo Edward Farley, responsabile corporate bond europei a PGIM Fixed Income. Per gli investitori esteri, la discesa della moneta inglese erode i rendimenti sulle obbligazioni nominate in sterline. “Questo, a sua volta, ci rende molto più cauti”, spiega Farley. Per le aziende e il governo l’aumento degli oneri finanziari segna una sorta di inversione di tendenza dopo la notevole diminuzione in seguito all’esito del referendum. Uno dei maggiori fattori di compressione dei rendimenti in tutte le economie sviluppate è stato l’ingente acquisto di bond da parte delle banche centrali, ma per il mercato dei bond societari della Gran Bretagna tali effetti potrebbero essere in fase calante.

La Bank of England ha avviato l’acquisto di corporate bond

Nel tentativo di ridurre i costi di finanziamento per le imprese operanti nel Paese e per stimolare gli investimenti, il 27 settembre la BoE ha avviato l’acquisto programmato di 10 miliardi di sterline di obbligazioni societarie. Durante la prima settimana l’istituto centrale ha comprato 507 milioni di sterline di questi titoli. La notizia dell’apertura alle obbligazioni societarie ha innescato un aumento delle emissioni, che può avere smorzato gli effetti dei programmi.

L’ampliamento dell’offerta ha quasi coinciso con l’imminente domanda extra della banca centrale.

Le obbligazioni in sterline diventano allettanti

Quest’anno sono stati immessi sul mercato 17,5 miliardi di sterline di obbligazioni societarie investment grade in sterline. Più della metà, precisamente 10 miliardi di sterline, sono stati collocati dopo l’annuncio a sorpresa del 4 agosto. Alcune di queste nuove emissioni sono state liquidate con particolare aggressività, tra cui una coppia di obbligazioni a lunga scadenza di Vodafone. Secondo Tradeweb, il prezzo di uno di questi titoli con scadenza nel 2056 è sceso a circa l’88% del valore nominale. Tuttavia, la volatilità e la situazione politica così mutevole potrebbero contribuire a un’inversione del recente indebolimento delle obbligazioni societarie britanniche. Malgrado il recente selloff non tutti gli investitori sono pessimisti. Reznick ha comprato alcuni bond di operatori export britannici che dovrebbero beneficiare di una sterlina più debole. I principali indici azionari del Paese hanno riportato un progresso grazie a una simile logica di investimento. Questo mese il Ftse 100 è in crescita dell’1,8% e circa dell’11% dal referendum. Secondo Andreas Michalitsianos, gestore di portafoglio presso JP Morgan Asset Management, una volta coperti i rischi di cambio e di tasso d’interesse, le obbligazioni in sterline sono allettanti agli occhi degli investitori internazionali. E questo è particolarmente vero a fronte dei bassi rendimenti offerti nel credito investment grade nella zona euro, che rende mediamente lo 0,7%. Il mercato della sterlina “ha avuto un problema di indigestione, ma a lungo termine sembra migliore del credito della zona euro”, conclude.

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