L’Espresso lancia bond convertibile da 100 milioni

Cedola fissa del 2,625% per cinque anni per il nuovo bond equity linked (XS1055121716). L’operazione consentirà al gruppo editoriale di ottimizzare la struttura finanziaria e rimborsare obbligazioni in scadenza

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Cedola fissa del 2,625% per cinque anni per il nuovo bond equity linked (XS1055121716). L’operazione consentirà al gruppo editoriale di ottimizzare la struttura finanziaria e rimborsare obbligazioni in scadenza

Nuove obbligazioni per il Gruppo Editoriale L’Espresso. Come da rumors di borsa circolati nei giorni scorsi, l’Espresso ha collocato con successo presso investitori istituzionali un bond convertibile da 100 milioni di euro con scadenza 2019. La scelta dello strumento equity linked è stata ben accolta dagli investitori qualificati che hanno presentato offerte per oltre 500 milioni di euro permettendo al gruppo della famiglia De Benedetti, editrice de “La Repubblica”, di spuntare il miglior rendimento sulla parte più bassa della forchetta, inizialmente prevista fra un range del 2,625% e il 3,375%. L’operazione di collocamento era stata imbastita e condotta da Mediobanca e Unciredit in qualità di bookrunners dopo che l’azione in borsa aveva toccato lo scorso marzo quota 2 euro con un progresso del 170% negli ultimi 12 mesi . I proventi raccolti saranno utilizzati per rimborsare il bond da 225 milioni di euro “Gruppo Editoriale L’Espresso 5,125% 2014” (Isin XS0203341424) che andrà  a scadenza il prossimo 27 ottobre 2014 e il cui flottante ancora sul mercato, dopo il buy back in passato, è ormai  inferiore ai 90 milioni di euro.

 

Obbligazioni convertibili Gruppo Editoriale Espresso 2,625% 2019

 

Chart

Le obbligazioni Gruppo Editoriale L’Espresso CV 2,625% 2014-2019 – spiega un comunicato – sono state emesse alla pari con un valore nominale di 100.000 euro e, fatto salvo il caso in cui le stesse siano precedentemente convertite, rimborsate o acquistate e cancellate, saranno rimborsate alla pari il 9 aprile 2019 (Isin XS1055121716). L’effetto diluitivo sarà di circa il 10% poiché saranno emesse 45 milioni di nuove azioni su 410 milioni esistenti (in borsa il titolo azionario ha reagito perdendo il 4%), cosa che potrebbe far scendere la quota di controllo di CIR dal 53,8% a circa il 50%. Le obbligazioni avranno una cedola semestrale a tasso fisso del 2,625% annuo che sarà corrisposta il 9 aprile e il 9 ottobre. Inoltre i bond saranno convertibili in azioni ordinarie della società, subordinatamente all’approvazione, da parte dell’assemblea straordinaria, che si terrà al più tardi il 31 luglio prossimo, di un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione degli azionisti.

 

Un premio di conversione del 25-30% sul prezzo medio della azioni

 

carlo de benedetti

Il prezzo di conversione iniziale delle obbligazioni sarà fissato mediante applicazione di un premio compreso tra il 25% e il 30% al di sopra del prezzo medio ponderato delle azioni rilevato sul Mercato Telematico Italiano tra il momento del lancio e il pricing dell’operazione. Il regolamento delle obbligazioni è previsto per il 9 aprile 2014. Inoltre la società intende richiedere l’ammissione alla quotazione dei bond entro i 90 giorni seguenti la data di regolamento su un mercato, regolamentato o non-regolamentato, operante regolarmente e riconosciuto a livello internazionale, determinato dalla Società, e che si attende possa essere il Third Market del Vienna Stock Exchange. Nel frattempo, sul mercato non regolamentato OTC, il nuovo bond convertibile scambia già intorno a 101 (taglio minimo 100.000 euro). Il bond – osservano gli analisti – godrà di un rating BB- secondo le valutazioni di Standard & Poor’s, e permetterà all’emittente di abbattere notevolmente i costi finanziari, oltre che lo stock di debito grazie all’opzione convertibile. Una formula che sembra essere tornata in voga per rastrellare mezzi freschi in un momento di tassi d’interesse bassi e che si colloca a metà strada fra l’aumento di capitale e il ricorso all’indebitamento tout court. Non è quindi escluso che anche la CIR che controlla l’Espresso al 53,8%, possa ricorre alla stessa formula per rifinanziare il bond da 300 milioni di euro con scadenza 2024 e cedola 5,75%.

 

 

Espresso, utili e ricavi in calo nel 2013, ma scende il debito

 

L’Espresso ha chiuso il 2013 in utile, seppure in forte contrazione, e con ricavi in calo del 12,4%. Non distribuirà un dividendo, come anche l’anno passato, anche alla luce del fatto che per il 2014 la visibilità resta molto bassa e che i segnali sul mercato pubblicitario restano molto incerti. [fumettoforumright]Il giudizio degli analisti sui risultati non è però negativo. I margini sono stati schiacciati da oneri straordinari superiori alle attese e il percorso di riduzione del debito è molto positivo. I conti sono buoni visto il contesto e l’Espresso, fra le società editoriali italiane martoriate dalla crisi, è quella che saputo contenere meglio i danni. Nel 2013, si legge nel comunicato del gruppo editoriale, l’utile netto è sceso a 3,7 milioni dai 21,8 milioni dell’anno prima. I ricavi sono scesi a 711,6 milioni, con 248 milioni di ricavi da diffusioni (-5,8%) e 403 milioni di raccolta pubblicitaria (-15,4%), di cui -19,5% la stampa e -9,5% la radio; stabile (-0,9%) la raccolta su internet. Positiva l’evoluzione dell’indebitamento finanziario netto, sceso a 73,5 milioni da 108,1 milioni dell’anno precedente.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni convertibili, Obbligazioni societarie, Obbligazioni subordinate, Ratings