L’emergenza Covid peggiora, perché investire in BTp può essere cosa buona

Torna l'incertezza sui mercati finanziari, a causa della seconda ondata dei contagi Covid. E per l'obbligazionario la festa può continuare.

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BTp appetibili con seconda ondata Covid

I numeri della pandemia in Europa si fanno ogni giorni più preoccupanti. La situazione appare molto difficile in Francia, Regno Unito e Spagna, ma peggiora vistosamente ormai anche in Italia e Germania. I mercati finanziari hanno iniziato a scontare la seconda ondata dei contagi, che coincide con la fase pre-elettorale negli USA con annesse incertezze sui risultati. I cali delle borse captano la tensione che si registra tra gli investitori. A ieri, Piazza Affari perdeva il 20% da inizio anno e, date le condizioni disastrose dell’economia, possiamo persino tirare mezzo sospiro di sollievo.

Ma più le cose si mettono male per l’economia europea, più paradossalmente conviene riporre attenzione al suo debito. E i BTp svettano tra i titoli con il maggiore appeal, restando i più redditizi nell’Eurozona. Sono i titoli del debito pubblico italiano, il più temuto nell’area e per ciò stesso il principale beneficiario dell’accomodamento monetario della BCE. L’istituto ha già messo in campo sforzi senza precedenti per affrontare l’emergenza sanitaria, potenziando subito il “quantitative easing” di 120 miliardi di euro, varando successivamente il PEPP per 750 miliardi, saliti a 1.350 a giugno, nonché tenendo nuove aste T-Ltro con cui far fluire liquidità a pioggia alle banche a tassi fino al -1%.

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Più stimoli BCE occasione per BTp

Queste misure hanno fatto schiantare i rendimenti obbligazionari, con la curva dei BTp scesa al suo nuovo minimo storico. Il decennale offre oggi intorno allo 0,70%, mentre il bond “Matusalemme” a 50 anni non arriva più all’1,80%. Si direbbe che vi siano ormai scarsi margini per un ulteriore apprezzamento dei titoli italiani, ma la seconda ondata dovrebbe sostenerne i corsi.

Se in questi giorni abbiamo assistito a un leggero divaricamento degli spread, provocato dalla fuga dei capitali verso i “safe assets” come i Bund, nelle prossime settimane potremmo assistere a nuovi acquisti generalizzati. La BCE dovrebbe potenziare gli stimoli monetari, tra l’altro tagliando i tassi “overnight” e aumentando gli acquisti di assets condotti con il PEPP.

Questo ennesimo intervento spingerebbe i rendimenti nell’area a livelli ancora più bassi. Al fine di limitare le perdite e confortati dalla tutela nei fatti apposta da Francoforte sui debiti più a rischio, gli investitori si metteranno in cerca di titoli più redditizi. E qui i BTp offrono le maggiori opportunità di guadagno, tenuto conto che un nostro trentennale ancora rende l’1,70%, mentre in Germania viaggia verso -0,20%. Nella stessa Spagna, dove eppure la crisi fiscale sta diventando molto seria, questa scadenza offre l’1%. Ciò significa che i nostri bond sono deprezzati, sottovalutati e potenzialmente in grado di apprezzarsi con una minore percezione del rischio sovrano, la quale si avrebbe proprio grazie a un nuovo intervento della BCE. Dopo avere segnato rialzi anche superiori al 20% sulle scadenze più lunghe, i BTp restano una buona scommessa per rimpolpare il portafoglio di “yield”.

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