Le obbligazioni USA a più breve scadenza sono interessanti

Commento di Chris IGGO, CIO Fixed Income di AXA Investment Managers, sul mercato obbligazionario americano

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Commento di Chris IGGO, CIO Fixed Income di AXA Investment Managers, sul mercato obbligazionario americano

Persistono le preoccupazioni, ma le obbligazioni USA a più breve scadenza sono interessanti. Con uno yield del 3,2% è più tranquillizzante essere rialzisti sui Treasury oggi rispetto a quando lo yield era inferiore all’1,5%. Per un’esposizione a 10 anni, un aumento dello yield al 4% rispetto ai livelli attuali risulterebbe ancora in un rendimento complessivo piuttosto negativo, di poco inferiore al 4%. Ma questo tenuto conto di una perdita del 4,4% (in caso di una variazione comparabile dello yield) di 6 mesi fa, e di oltre il 6% rispetto al livello minimo dello yield a luglio 2016.

Ricordiamoci che la curva USA è molto piatta, c’è una differenza di soli 30 p.b. negli yield a 2 anni rispetto a quelli decennali. Quindi essere più rialzisti sul reddito fisso USA oggi si riflette probabilmente meglio nella curva al di sotto delle scadenze di 10 anni. Ma qualora i rendimenti raggiungessero il 4%, il segmento a più lungo termine sembrerebbe migliore. Non solo per via dello yield, ma anche per le sue implicazioni successive.

Ad ottobre ritorna l’avversione al rischio

Gli spread sui credit default swap per i mercati emergenti, l’high yield Usa e il credito crossover in Europa sono saliti nelle ultime sessioni a indicare un ritorno dell’avversione al rischio. Ottobre è uno di quei mesi in cui accadono strane cose sui mercati. Anche se io non credo a questi “tormentoni”, c’è un numero sufficiente di investitori che invece ci crede per cui la volatilità potrebbe aumentare verso fine anno. Non è stata certo una buona annata per il reddito fisso, e sembra assai improbabile che investire ulteriormente in high yield o credito in questa fase possa fare una grande differenza in positivo.

La situazione in Europa è certamente diversa rispetto agli Stati Uniti, ma le dinamiche potrebbero essere ancora le stesse in caso di un periodo di avversione al rischio. A parità di tutte le condizioni, il sell-off delle obbligazioni globali dalla metà di agosto, e il recente rialzo degli yield dei Treasury in particolare, dovrebbe spingere gli investitori ad avere un po’ più di obbligazioni sicure in portafoglio.

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Argomenti: Macroeconomia