Le obbligazioni “spazzatura” in Cina tagliano i “call premium”, buon segno per gli emittenti

Mercato dei bond cinesi più tonico quest'anno, anche grazie alla Fed. E ne approfittano gli emittenti "junk", che riducono il premio per i casi di rimborso anticipato.

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Mercato dei bond cinesi più tonico quest'anno, anche grazie alla Fed. E ne approfittano gli emittenti

Dall’apice toccato nel settembre scorso, i rendimenti a 10 anni della Cina sono scesi di 70 punti base a meno del 3,40%, pur in forte rialzo nel mese di aprile, segno che la domanda sia aumentata sul mercato obbligazionario a Pechino. In effetti, la Banca Popolare Cinese ha addolcito i toni sulla politica monetaria e allo stesso tempo la Federal Reserve ha eliminato dai radar ulteriori aumenti dei tassi per quest’anno, un fatto che ha contribuito a distendere il clima tra gli investitori, tanto che lo yuan risulta rafforzatosi da gennaio ad oggi di circa l’1,5% contro il dollaro.

E sappiamo che dal mese scorso, i bond cinesi denominati in yuan hanno iniziato ad essere inclusi nel Bloomberg Barclays Global Aggregate Index, rispetto al quale entro la fine dell’anno prossimo peseranno per il 6%.

Tutti fattori che stanno aiutando gli emittenti in un anno, in cui i rifinanziamenti sul solo mercato offshore sono attesi in crescita a 77,5 miliardi di dollari, in aumento dai 50,1 miliardi del 2018. Solamente le società attive nel comparto immobiliare dovrebbero rifinanziare debito in scadenza per 72,6 miliardi, stando a Standard & Poor’s. E la sola Cina ha emesso un quarto di tutto il debito “spazzatura” o “junk” in Asia di quest’anno, qualcosa come 10,6 miliardi di dollari, secondo i dati di Refinitiv, segnalando come ad approfittare della maggiore propensione al rischio sui mercati siano anche, se non soprattutto, le società con rating meno solidi.

Che le condizioni per loro stiano migliorando, lo segnala la riduzione dei cosiddetti “call premium”. Di cosa parliamo? Quando una società emette un bond “callable”, cioè che possa essere rimborsato anticipatamente e a partire da una scadenza fissata all’atto del suo collocamento sul mercato, s’impegna a pagare agli obbligazionisti un premio per il sacrificio loro imposto di rinunciare alle cedole negli anni successivi. Questo “call premium” prende la forma di un prezzo di rimborso superiore a quello nominale.

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Scendono i “call premium”

Nel caso della Cina, c’è una regola non scritta, in base alla quale il “call premium” sarebbe pari alla metà della cedola del bond.

Se, ad esempio, intendo rimborsare anticipatamente un’obbligazione con cedola al 5%, dovrei sostanzialmente impegnarmi a farlo a un prezzo di 102,5, così da offrire all’obbligazionista un rendimento extra finale del 2,5%. Tuttavia, nelle ultime settimane queste condizioni starebbero migliorando in favore delle società emittenti. KWG Group Holdings Ltd e Times China Holdings, entrambe società attive nel comparto immobiliare, sono riuscite ad emettere bond “callable” con “call premium” inferiori rispetto a quelli attesi.

La prima ha collocato sul mercato un titolo a 4,5 anni nel febbraio scorso e recante cedola 7,875%, rimborsabile già dopo 2,5 anni a un prezzo di 102, anziché intorno a 104, come ci saremmo aspettati sulla base di quella regola non scritta sopra citata. La seconda ha fatto persino meglio, emettendo un bond triennale e rimborsale a un prezzo di 101 dopo due anni, la cui cedola è del 7,625%. Il “call premium”, in questo caso, avrebbe dovuto viaggiare a circa 300 punti base più in alto.

Questo significa che sul mercato si registrano condizioni positive per le società che si indebitano, tali da consentire loro di offrire agli obbligazionisti un premio inferiore per il caso di rimborso anticipato. Inoltre, questo trend implicherebbe anche l’attesa tra le società di rendimenti calanti, ai quali potranno tra qualche tempo rifinanziarsi, abbattendo i costi sul debito. Ricordiamo, infatti, che la facoltà di rimborso anticipato viene esercitata da una società nei casi in cui sul mercato riesce ad emettere debito a rendimenti più bassi delle cedole pagate sul bond che si rimborserebbe.

Come il debito della Cina lo pagheranno le borse di Europa e America 

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