Le obbligazioni Exor sono meglio dei BTP

I bond della holding della famiglia Agnelli rendono più dei titoli di stato e riflettono un rischio implicito più basso. Il nuovo bond con scadenza 2020 offre un tasso del 4%

di , pubblicato il
I bond della holding della famiglia Agnelli rendono più dei titoli di stato e riflettono un rischio implicito più basso. Il nuovo bond con scadenza 2020 offre un tasso del 4%

Con i rendimenti dei titoli di stato a breve termine al lumicino, trovare valide alternative per allocare i propri risparmi è diventato sempre più difficile. Per un investitore comune, le banche solitamente propongono la sottoscrizione di quote di fondi d’investimento monetari o obbligazionari che, nel breve periodo, non offrono tanto di più di quanto renda un Bot annuale, un Ctz o un BTP a media scadenza al netto delle relative commissioni. Diventa quindi indispensabile documentarsi per scovare nel panorama dei titoli bancari o corporate valide alternative in grado di offrire un buon rendimento e al contempo un basso grado di rischio o comunque non inferiore a quello dei titoli sovrani italiani. Come sempre è opportuno orientarsi verso emissioni di grosse società, diversificate e con alto stading qualitativo se possibile. Una di queste è Exor (ex Ifi-Ifil), finanziaria del gruppo Agnelli che controlla diverse società, fra cui Fiat, Fiat Industrial e Juventus.

 

Obbligazioni Exor s.p.a. 5,375% 2017 e BTP 3,50% 2017 a confronto

 

EXOR-300x273

I bond Exor sono fra i più gettonati dagli investitori istituzionali, ma anche dai risparmiatori retail. La ex finanziaria degli Agnelli, ora holding operativa quotata alla borsa di Milano, è presente sul mercato internazionale con tre obbligazioni di tipo senior quotate alla borsa del Lussemburgo: una con scadenza 2025 e cedola fissa del 5,25%, emessa un anno fa, di importo inferiore ai 100 milioni e pressoché illiquida; una da 750 milioni di euro con scadenza 2017 e cedola del 5,375%; e un’altra, infine, appena collocata, da 200 milioni con scadenza 2020 e cedola del 3,375%. Tutte e tre sono quotate presso la borsa del Lussemburgo e sono negoziabili per tagli minimi da 100.000 euro, ad eccezione della Exor 5,375% 2017 che può essere scambiata per importi minimi da 50.000 euro.

E proprio quest’ultima sembra essere la più scambiata dai fondi d’investimento e dai traders professionisti, dato che lo spread denaro/lettera è molto stretto e la liquidità non manca mai. Il bond (Isin XS0300900478), in questo momento, prezza intorno a 109,60 e offre un rendimento lordo a scadenza del 2,51%, di poco superiore a quello offerto dal BTP 3,50 novembre 2017 che rende il 2,32%. Le obbligazioni Exor in questione – a detta degli analisti di Unicredit – rappresentano una valida alternativa al titolo di stato, anche se il prezzo attuale sopra quota 109 appare abbastanza tirato per via del recente buy back da 50 milioni che la società ha effettuato sul mercato prima di collocare il nuovo titolo con scadenza 2020. Accade, infatti, spesso – osserva l’analista – che gli emittenti più solidi prendano a riferimento i rendimenti delle obbligazioni già in corso per determinare il tasso di rendimento da attribuire ai nuovi collocamenti e quindi acquistano prima a mercato i titoli per far scendere i rendimenti e spuntare poi tassi inferiori sui nuovi titoli.

 

Obbligazioni Exor s.p.a. 3,375% 2020 e BTP 4% 2020 a confronto

 

FBL-ITA-SERIEA-JUVENTUS-ROMA

Così Exor ha perfezionato pochi giorni fa l’emissione di un nuovo prestito obbligazionario non convertibile per un ammontare di 200 milioni di euro con scadenza 12 Novembre 2020, tramite collocamento privato presso investitori qualificati. Le obbligazioni, sono state emesse ad un prezzo di 99,053%, hanno cedola fissa annua pari a 3,375% e tagli minimi di negoziazione pari a 100.000 euro. Anche Il nuovo bond offre un rendimento a scadenza superiore a quello dei titoli di stato, intorno al 4%, che indicativamente si può raffrontare al BTP 4% settembre 2020 che al prezzo attuale di 105 rende il 3,21% a scadenza. Anche il nuovo bond sarà negoziabile per tagli da 100.000 euro presso la borsa del Lussemburgo ed è stato emesso con lo scopo di dotare Exor di nuove disponibilità finanziarie anche nell’ambito della strategia societaria di allungamento della scadenza del proprio debito. Le emissioni di Exor saranno più frequenti in futuro e non è escluso che ci sarà un collocamento anche per investitori retail – osserva Reuters – dato che la holding dovrà affrontare rifinanziamenti significativi fino al 2017.

 

Rating Exor, il giudizio degli analisti di S&P

Benché il rating sovrano dell’Italia sia stato abbassato lo scorso mese di Luglio, quello di Exor non è stato toccato mantenendo altresì un outlook stabile. Questo perché – spiegano gli analisti di S&P – “i due principali asset, Fiat e Fiat Industrial, siano quotati alla borsa italiana, le due società realizzano gran parte dei ricavi, Ebitda e cash flow operativo fuori dall’Italia, mentre le altre partecipazioni azionarie, gli asset finanziari e i depositi bancari sono ben diversificati”. [fumettoforumright]Consideriamo quindi che Exor ha un’esposizione moderata al rischio paese Italia S&P ritiene che sia in grado di sopportare le pressioni sul rating sovrano e possa beneficiare nel medio-lungo periodo degli effetti positivi derivanti dalla fusione di Fiat con Chrysler oltre che dalla prossima quotazione del gruppo automobilistico a New York.

Argomenti: , , ,