Le obbligazioni Air Berlin perdono quota sulla trimestrale

Brusco tonfo per i bond della compagnia aerea tedesca low cost che ha denunciato perdite per circa 200 milioni nei primi tre mesi dell’anno per via della crisi. Il vettore è sempre più nelle mani degli arabi

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Brusco tonfo per i bond della compagnia aerea tedesca low cost che ha denunciato perdite per circa 200 milioni nei primi tre mesi dell’anno per via della crisi. Il vettore è sempre più nelle mani degli arabi

Il settore aereo in Europa è in difficoltà. Non è una novità, ma se lo dice una famosa compagnia tedesca, come Air Berlin, c’è da cominciare a preoccuparsi seriamente. Non tanto per via del traffico aereo passeggeri, peraltro in ripresa nei primi mesi dell’anno – secondo i dati della IATA – quanto per via dei costi del carburante troppo alti, dell’aumento delle tasse aeroportuali e della ripresa economica troppo lenta che costringe i viaggiatori a spostarsi approfittando solo di sconti e offerte. In concreto, tutto questo si è ripercosso sul conto economico trimestrale di Air Berlin che ha evidenziato una perdita netta di quasi 200 milioni di euro, dopo che la compagnia aveva archiviato il 2012 con un ritorno all’utile di 6,8 milioni. A risentirne, oltre che le azioni quotate, sono state anche le obbligazioni high yield, molto gettonate da traders e investitori.

 

Obbligazioni Air Berlin 2014, 2015 e 2018 in dettaglio obbligazioni Air Berlin

Il tonfo più marcato si è registrato sul bond Air Berlin Plc 8,25% 2018 (DE000AB100B4) che ha perso in poche ore 6 figure piene passando da una quotazione di 105 a 99 con volumi in trattazione superiori alla media. Il rendimento del trimestrale (il bond paga gli interessi ogni 90 giorni) negoziabile sulle piazze tedesche e over the counter (Otc), per tagli minimi da 1.000 euro, si è quindi alzato sopra l’8,20%. Addirittura più alto il tasso a scadenza dell’altro bond Air Berlin Plc 2015 8,50% 2015 (DE000AB100A6) da 200 milioni di euro che scambia intorno alla pari e offre un rendimento del 8,55%. Più contenute, invece, le perdite sul terzo bond Air Berlin Plc 11,50% 2014 (DE000AB100C2) che va in scadenza fra 18 mesi e in procinto di essere rifinanziato. A parte il tonfo iniziale a seguito della diffusione dei dati trimestrali, quest’ultimo bond ha recuperato abbastanza rapidamente le quotazioni attestandosi intorno a 103 per un rendimento a scadenza inferiore al 7,50% (vedi grafico). Secondo gli analisti, il rimborso del titolo più corto è già stato assicurato quasi totalmente con l’emissione del convertibile a sei anni collocato per 120 milioni di euro i primi di marzo, sottoscritto per il 29% da Etihad Airways, primo socio di Air Berlin, e per il restante 70% da un pool di banche guidato da Credit Suisse. Un’operazione che di fatto cela un aumento di capitale e che in futuro potrebbe essere replicata con le altre scadenze debitorie e che potrebbero far scivolare la seconda compagnia aerea tedesca in mani arabe.

 

Air Berlin ritorna in rosso: perdite per oltre 2 milioni al giorno

Etihad-Airways-Staff-300x189Benché il 2012 abbia segnato il ritorno al profitto di Air Berlin, che ha fatto registrare un utile netto di 6,8 milioni di euro a fronte dei 271.8 milioni di perdite nel 2011, l’inizio del 2013 non è stato certo promettente. A fronte dell’apertura di nuove rotte con il nuovo socio di maggioranza Etihad Airways, dell’aumento del traffico passeggeri, oltre che dell’attivazione del programma Shape and Size e della cessione di TopBonus a Etihad, Air Berlin ha chiuso il primo trimestre 2013 con perdite per 196,3 milioni di euro. A determinare questo tonfo è stato essenzialmente il calo dei ricavi, passato da 813 a 792 (-2,5%) milioni su base annua che ha spinto l’ebitda in negativo per 31,5 milioni di euro e un aumento del debito netto di 42 milioni di euro, a quota 728. Dati che non sono certo soddisfacenti – ha dichiarato il numero uno del Vettore Wolfgang Prock-Schauer – e che hanno costretto la compagnia a rivedere nei tempi e nei modi il piano industriale “Turbine 2013” che prevedeva la vendita di assets importanti (come il programma frequent flyers Topbonus, ceduto a Etihad nei mesi scorsi, un’operazione che ha fornito una spinta considerevole per far quadrare i conti 2012) e la riduzione del personale di oltre 900 unità (circa il 10% della forza lavoro). Crescita economica lenta, anzi negativa in alcune regioni d’Europa, e l’aumento dei costi del carburante sono la principale causa delle perdite di Air Berlin nel primo trimestre dell’anno – ha detto Prock-Schauer – il quale proporrà ai soci di prolungare, a data da destinarsi, la scadenza per il raggiungimento del target imposto dall’ultimo programma di risanamento (risparmi per oltre 400 milioni di euro e riduzione della flotta a 143 aerei). “Nonostante i grandi progressi raggiunti nella riduzione dei costi e nell’incremento della produttività, non abbiamo ancora raggiunto un profitto sostenibile”. E’ evidente che, senza la stampella di Etihad Airways, il terzo più grande vettore tedesco low cost (dietro a Ryanair e EasyJet) sarebbe già coi libri in tribunale – osserva Margareth Sullivan di Barclay –  perché la concorrenza in questo settore è diventata serrata e i margini per le compagnie aeree sono molto stretti, se poi ci si aggiunge il costo insostenibile del carburante, diventa evidente che solo chi dispone di queste risorse a basso costo, come gli arabi, può permettersi di competere sul mercato. Come Etihad Airways, appunto, che nel 2012 ha registrato un utile netto di 42 milioni di dollari, con una crescita del 200% rispetto al 2011.

 

Stiamo discutendo di questo argomento nel Forum al seguente link: Bond Air Berlin 2014, 2015 e 2018 – DE000AB100B4, DE000AB100A6, DE000AB100C2

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Obbligazioni High Yield, Obbligazioni societarie, Obbligazioni Airberlin

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.