La vendetta di Moody’s dopo il referendum: tagliato outlook sulle banche italiane

All’indomani del referendum, gli analisti di Moody’s prevedono scenari ancor più negativi per le banche italiane. Focus su Banca Mps

di Mirco Galbusera, pubblicato il
All’indomani del referendum, gli analisti di Moody’s prevedono scenari ancor più negativi per le banche italiane. Focus su Banca Mps

Moody’s taglia l’outlook sulle banche italiane. Dopo aver rivisto quello sul debito pubblico, gli analisti americani hanno messo in ombra anche quello delle banche. Il 2016 sarà, quindi, ricordato come un annus horribilis per il sistema bancario italico, alle prese con valutazioni di rtaing, problemi di crediti incagliati, deteriorati, perdite di bilancio, banchieri e consiglieri che saltano o scappano, Bce in pressing, ecc.. Terreno fertile per la speculazione (al ribasso) quella che getta nel panico i piccoli risparmiatori che corrono a vendere tutto ciò che suona di “azionario” e “subordinato”, come se fosse la peste.

A ciò non manca di aggiungersi l’informazione tendenziosa al servizio della stessa speculazione e i report finanziari preconfezionati ad arte emessi nel momento giusto. Come quelli di Moody’s che all’indomani del “no” al referendum sulla modifica della Costituzione italiana hanno sferrato il loro attacco all’Italia mettendola in guarda su un probabile peggioramento del rating. E’ la vendetta degli analisti (una parte) dietro ai quali si muovo consistenti masse di capitali che avevano scommesso in una vittoria del “si” e che ora cercando di discreditare il Paese spingendo investitori e risparmiatori a vendere o, quantomeno, a non comprare strumenti finanziari di banche italiane. “Esperti”, così li classifica il mercato, in grado di prevedere il futuro o di manipolare il mercato a loro piacimento. Salvo poi fare i conti con la magistratura. Come quando Standard & Poor’s tagliò il rating dell’Italia dando il via a un vortice di vendite sui Btp italiani nel 2011 e facendo impazzire lo spread per far cadere il governo Berlusconi. Ora quegli analisti sono sotto processo a Trani e hanno patteggiato una multa da 1,5 miliardi negli USA.

Il giudizio di Moody’s sulle banche italiane

M torniamo a Moody’s. Gli analisti hanno tagliato ieri l’outlook sulle banche italiane da stabile a negativo. Secondo l’agenzia di rating “il riconoscimento delle perdite deprimerà la redditività del settore bancario italiano ed eroderà la dotazione di capitale nei prossimi 12-18 mesi”.  Moody’s rileva che le banche italiane presentano uno dei maggiori problemi in Europa in termini di ammontare di crediti deteriorati, pari al 16,4% del totale degli impieghi, una percentuale che è tre volte la media europea. La riduzione dei crediti deteriorati sarà graduale, afferma Moody’s, in quanto le banche italiane dispongono di risorse limitate in termini di capitale in eccesso rispetto ai requisiti richiesti. Inoltre gli investitori privati hanno scarso appetito a finanziare la ristrutturazione delle banche italiane. La fiducia inoltre potrebbe risentire ulteriormente dopo che la Banca Monte dei Paschi di Siena ha ricevuto ufficialmente da parte della Banca Centrale Europea una ‘draft decision’ in cui viene negata l’autorizzazione a posticipare al mese di gennaio 2017 l’operazione di rafforzamento patrimoniale. Lo si legge in una nota.  Tra le motivazioni addotte la Banca Centrale Europea ha messo in evidenza “che il ritardo nel completamento della ricapitalizzazione potrebbe comportare un ulteriore deterioramento della posizione di liquidità e un peggioramento dei coefficienti patrimoniali, ponendo a rischio la sopravvivenza della Banca”.

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Argomenti: Ratings

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