La paura spinge in alto i prezzi dei titoli di stato: il Btp a 10 anni rende 1%, il Bund -0,70%

Il rendimento del Btp a 10 anni tocca 1%, mentre quello del Bund scende a – 0,70%. Il mercato ha paura e compra titoli di stato… a qualsiasi prezzo.

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Il rendimento del Btp a 10 anni tocca 1%, mentre quello del Bund scende a – 0,70%. Il mercato ha paura e compra titoli di stato… a qualsiasi prezzo.

La Germania vende in asta nuovi Bund a 10 anni per 2,3 miliardi con rendimento negativo a 0,70%. E’ nuovo record storico per il titolo di stato tedesco. Parimenti, in Italia, il Btp a 10 anni scende sotto 1% di rendimento per poi chiudere la seduta a 1,03% con lo spread che si ferma a quota 173 bp. Uno scenario che, da un lato dà ossigeno alle finanze statali, ma che dall’altro deve far riflettere profondamente.

Non tanto perché il mercato obbligazionario è stragonfio e drogato dalle azioni della Bce, quanto per il fatto che la Germania sta per entrare in recessione, l’Italia è a crescita zero e oltre oceano l’inversione della curva dei rendimenti sui Treasuries ci dice che presto o tardi gli USA entreranno in recessione economica. Fortemente in negativo anche i tassi francesi, con l’Oat decennale a -0,44%. Cosa sta succedendo?

Nuovi record per Btp e Bund

In pratica sta salendo ancora l’avversione al rischio e gli investitori si rifugiano sempre più sul debito sovrano riducendo l’esposizione al mercato azionario nel timore che gli utili aziendali possano iniziare a calare. . Ormai dal giugno scorso – osservano gli esperti – a partire da Sintra (Bce), gli investitori hanno incrementato la propria esposizione ai fondi obbligazionari governativi. Inoltre, l‘Italia potrebbe vedere la luce alla fine del tunnel, con la formazione di una nuova coalizione che eviterebbe le elezioni e potrebbe aiutare ad allentare le tensioni con Bruxelles.

I timori di recessione

La prospettiva di una potenziale recessione all’orizzonte è una questione fondamentale che sta condizionando i mercati, in gran parte guidati sia dalla speranza che lo stimolo fiscale sostenga sufficientemente l’economia sia dal timore che l’incertezza politica possa danneggiare inevitabilmente la fiducia del settore privato“, osserva Valentijn van Nieuwenhuijzen, chief investment officer di Nn Investment Partners. “Attualmente non vi sono segnali di un’eccessiva leva finanziaria diffusa e l’inflazione è notevolmente contenuta, dati i tassi di disoccupazione bassi.

Tuttavia appare comunque corretto aspettarsi un ulteriore rallentamento della crescita e riconoscere che i rischi di recessione sono ai massimi livelli degli ultimi cinque anni“, precisa l’analista. “La guerra commerciale” tra Washington e Pechino, “la Brexit e le discussioni sulla situazione italiana sono tra i fattori che creano grande incertezza, la cui naturale risposta è il rinvio dei piani di investimento da parte delle imprese“. In tale contesto “è fondamentale che gli investitori non lascino che gli attuali fattori di paura offuschino le loro convinzioni su come guardare oltre gli attuali rischi di recessione“, conclude van Nieuwenhuijzen.

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