La Grecia emetterà un altro bond a lungo termine a giugno, rendimenti quasi ai minimi storici

La Grecia emetterà un bond a lungo termine anche a giugno, i cui proventi serviranno a rimborsare in anticipo buona parte dei prestiti dell'FMI. E il decennale offre poco più del minimo storico.

di , pubblicato il
La Grecia emetterà un bond a lungo termine anche a giugno, i cui proventi serviranno a rimborsare in anticipo buona parte dei prestiti dell'FMI. E il decennale offre poco più del minimo storico.

Dopo avere già emesso un bond a 5 anni a gennaio e un secondo a 10 anni a marzo, raccogliendo liquidità per 5 miliardi di euro, la Grecia starebbe preparandosi per un’altra emissione a medio-lungo termine a giugno. I proventi dell’operazione serviranno a rimborsare anticipatamente 3,7 dei 9,3 miliardi dovuti ancora al Fondo Monetario Internazionale, con cui nel fine settimana scorso sarebbe stato raggiunto un accordo di massima.

Gli aiuti dell’istituto costano il 5,13% all’anno, ma adesso Atene ha la possibilità di rifinanziarsi sui mercati a rendimenti ben più bassi, se è vero che ieri il decennale è sceso fino al 3,27%, ai minimi dal 2005 e poco sopra il minimo storico del 3,20%. Molto bene anche il quinquennale, che viaggia in area 2,15%, ai minimi dal 2006.

I bond della Grecia costano più di quanto segnalino i rendimenti, ecco il paradosso di Atene

Come sappiamo, in realtà la Grecia non avrebbe nemmeno bisogno di emettere bond per rimborsare parte dei prestiti ricevuti dalla Troika (UE, BCE e FMI) con i tre salvataggi tra il 2010 e il 2015, in quanto dispone di liquidità abbondante, rimasta inutilizzata dall’ultimo “bail-out” di 86 miliardi. Sommando anche la liquidità di tutte le entità statali e i guadagni maturati dalla BCE sui bond ellenici detenuti e che verranno quasi certamente tutti girati alla stessa Atene, in totale si stimano in 43 miliardi le disponibilità liquide del Tesoro, a cui vanno sommati i 5 miliardi raccolti sui mercati quest’anno. A questi, appunto, si aggiungeranno quelli della prossima emissione.

Il circolo virtuoso che premia Atene

Sui mercati finanziari si sta innescando una sorta di circolo virtuoso per la Grecia, per cui il calo dei rendimenti rende parte dei prestiti della Troika più onerosi e spinge il governo ad emettere bond per approfittare dei costi più bassi, accrescendo la liquidità disponibile e segnalando così agli stessi investitori la capacità di superare le scadenze da qui ai prossimi anni. E’ proprio a questo che punta Atene, a massimizzare il cash in cassa, così da tenersi al riparo da possibili rialzi dei tassi dall’anno prossimo, sempre che davvero la BCE riesca ad avviare la stretta monetaria.

E proprio per questo, i rendimenti continuano a scendere. Il meglio arriverebbe nel caso, sinora escluso, che Francoforte inserisse i “sirtaki” bond tra gli assets da acquistare con i reinvestimenti in corso dei proventi generati con il “quantitative easing”. Trattandosi di titoli “spazzatura”, ossia con rating “non investment grade”, ad oggi non è stato possibile, ma chissà che il mercato non stia scontando anche novità su questo fronte, in previsione di un assai probabile nuovo governo d’impronta conservatrice e filo-UE dall’ottobre prossimo, quando per i sondaggi SYRIZA perderà le elezioni politiche.

La Grecia approfitta dei rendimenti calanti dei bond per chiudere i conti con il Fondo Monetario

[email protected] 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: