La Grecia e il linguaggio delle pietre: dai numeri alle parole.

LA GRECIA E IL LINGUAGGIO DELLE PIETRE Quando posso, faccio volentieri una visita al Monastero di Morimondo, oggi ridotto a semplice Parrocchia. L’ambiente ha mantenuto le caratteristiche agresti di quando, all’alba del 1100, arrivarono i primi monaci cistercensi da Morimond, in Francia. La località si presta dunque alla classica gita fuoriporta o per chi si […]

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LA GRECIA E IL LINGUAGGIO DELLE PIETRE Quando posso, faccio volentieri una visita al Monastero di Morimondo, oggi ridotto a semplice Parrocchia. L’ambiente ha mantenuto le caratteristiche agresti di quando, all’alba del 1100, arrivarono i primi monaci cistercensi da Morimond, in Francia. La località si presta dunque alla classica gita fuoriporta o per chi si trova a transitare, per lavoro o in vacanza, in questo angolo di Lombardia. Si tratta della prima fondazione cistercense in Italia, cui seguì – immediatamente dopo – Chiaravalle a Milano ed in seguito tutte le altre filiazioni che contribuirono, poi, in modo determinante alla rinascita economica (e culturale) dell’Italia (e dell’Europa). Politicamente l’arrivo dei “monaci bianchi” si colloca tra le dispute tra gli Imperatori tedeschi e il Papato. La collocazione di Morimondo era, all’epoca, sul confine di influenza tra Milano e Pavia, le due città preminenti all’alba dello sviluppo della civiltà comunale. Il movimento cistercense (come tutti i movimenti rinnovatori cristiani) era partito dall’esigenza di un ritorno alle origini del cristianesimo, quindi verso una nuova e più aderente accoglienza della Regola Benedettina. Ecco allora che la Regola dell’Ora et Labora trova piena applicazione: da una parte con la ritrovata passione verso lo studio e la formazione di una nuova classe dirigente (solitamente un figlio maschio delle famiglie più illustri diventa converso e poi monaco) e dall’altra con un ritrovato spirito del “fare”. In questa fase ripartono i grandi cantieri che segneranno la seconda fase del Medioevo, con la costruzione delle Cattedrali. Nasce il “gotico”, un nuovo modello architettonico, definito da molti la parola scolpita sulla pietra. Nei campi si ricomincia a dissodare la terra.

Le proprietà che furono la preda dello spoglio dei popoli germanici sulla romanità, vengono riunite in grandi latifondi che permettono la ricostruzione di modelli efficienti di gestione, nonchè di importanti risorse e capitali. Ed è proprio a Morimondo, con le sue risorgive, che i monaci applicano su larga scala quella che sarà l’innovazione fondamentale che darà le basi allo sviluppo di Milano e al suo predominio sull’Italia Settentrionale all’epoca dei comuni: la marcita. Sarà proprio il raddoppio del taglio del foraggio la nuova base dello sviluppo. I nostri “monaci bianchi” ebbero il loro momento magico a cavallo del “dugento” poi – come tutte le cose di questo mondo – poco alla volta persero il carattere innovatore e su di loro ebbero il sopravvento nuovi movimenti riformatori. Per rimanere nell’ambito della cristianità saranno senz’altro i nuovi Ordine “Mendicanti” ad avere la meglio. Nel frattempo il baricentro si era spostato dalle campagne alle città. L’Imperatore tedesco aveva troppi problemi in patria per occuparsi dei fatti italiani. I Monasteri, di conseguenza, non erano più fortezze costruite nella campagna ma nuovi edifici adiacenti le mura cittadine. Per tornare a noi, e alla nostra visita a Morimondo, che lezione possiamo trarne? Come dicevo prima, le strutture architettoniche del gotico riflettono un linguaggio che – attraverso la pietra – vuole esprimere un sentimento: la parola di Dio. Ecco quindi che, con uno sguardo molto attento, possiamo cogliere nella sobrietà dell’edificio un linguaggio nascosto: le asimmetrie nella costruzione, presenti a Morimondo, non sono errori progettuali ma espressioni volute dai “maestri costruttori”. Le imperfezioni rimangono caratteristica del campo umano, mentre la perfezione è solo prerogativa di Dio. Quando, a volte, vedo tracciare grafici, tabelle, diagrammi con tutta la sequela di calcoli probabilistici degni della migliore tradizione della Scienza Statistica mi chiedo cosa vogliono farmi leggere. Mi vogliono dire che i percorsi dei nostri titoli di stato ellenici sono ormai prestabiliti? Che il “Mercato” dice questo, che non si può prescindere dalla sua “verità”? Personalmente, rispetto ai numeri, ho la massima considerazione.
Ma sono altrettanto convinto che non basta limitarsi solo a quelli, o alle esternazione del Pimco-Pallo di turno. Altrimenti basta fare un buon investimento in computer e server, ed armarsi per la battaglia dell’ultimo “tick”. Le questioni sono estremamente complesse, sui nostri titoli intervengono fattori che vanno aldilà dei calcolo degli “gnomi”: sono preminenti le considerazioni politiche e geostrategiche che alla fine determineranno il corso degli eventi. Noi, come al solito, siamo semplici spettatori: gregge al pascolo, con i lupi pronti a farci la festa. Dobbiamo quindi sviluppare una capacità di analisi che deve andare oltre i numeri e le linee tracciate sulla carta da “analisti” interessati. Lascio, quindi, volentieri alla Triplice Alleanza delle agenzie di rating l’assegnazione della tripla BBB alla Tunisia … io rimango più volentieri con la mia doppia BB greca. Un titolo Junk, spazzatura, secondo la vulgata anglofona. Ma con alle spalle il retroterra europeo, nel senso migliore della tradizione: sia culturale che di supporto economico. In quest’ultimo anno Papandreou ha iniziato a cambiare la Grecia, sia all’interno che all’esterno. La collocazione geostrategica degli ellenici rispetto ai vicini è cambiata: nuove opportunità si stanno aprendo. Nonostante i nostri titoli siano di nuovo rivolti verso il basso nelle ultime settimane, aspetto la primavera marzolina. I summit che si apriranno nei prossimi giorni possono essere la premessa per un ritorno alla normalità: è quello che ci attendiamo tutti, investitori e cittadini. Spread/Bund sul decennale, dati Thomson-Reuters, chiusure di venerdì 4 marzo, tra parentesi la chiusura del giorno precedente: Grecia 900 pb. (874) Irlanda 613 pb. (604) Portogallo 431 pb. (422) Spagna 212 pb. (209) Italia 162 pb. (158) Belgio 102 pb. (102)

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