La fame di rendimento premia Twitter, emissione “junk” sotto il 4%

Emissione obbligazionaria "junk" di Twitter per 700 milioni di dollari e a un rendimento nettamente inferiore alla media negli USA per questo segmento. Risparmi per quasi 14 milioni di interessi all'anno.

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Emissione obbligazionaria

La società dei cinguettii sta emettendo in questi giorni obbligazioni senior “unsecured”, cioè non garantite, per un controvalore di 700 milioni di dollari, innalzato sul finale dai 600 milioni inizialmente previsti, grazie al boom di richieste. Gli ordini sono fioccati copiosi, tant’è che il rendimento iniziale è stato rivisto al ribasso dal 4,5% della guidance al 4% della giornata di ieri, chiudendo ancora più in basso al 3,875%.

Considerando che Twitter gode di rating “junk”, pari a “BB+” per Standard & Poor’s e “Ba2” per Moody’s, si tratterebbe di un costo di emissione nettamente inferiore al rendimento medio del 5,75% per i bond “non investment grade” in dollari USA.

E quello in corso è anche il primo bond a non essere convertibile. A settembre, è scaduta un’obbligazione convertibile in azioni da 935 milioni ed emessa nel 2014, per cui rimangono negoziabili ormai due altri titoli di Twitter, entrambi convertibili e con scadenza rispettivamente nel 2021 e nel 2024, l’uno da 954 milioni e l’altro da 1,15 miliardi. Il bond in corso di emissione non è rivolto al canale retail, bensì ai soli investitori istituzionali tramite collocamento privato. La scadenza è stata fissata per il 2027.

Risparmiati milioni di interessi

Grazie alla fame di rendimento sul mercato e per via dei buoni risultati finanziari degli ultimi anni, Twitter sta potendo rifinanziarsi a costi più bassi di quanto dovrebbe da emittente “junk”, risparmiando così sui 700 milioni di capitale interessi annui nell’ordine di quasi 14 milioni. La società ha generato flussi di cassa “adjusted” positivi negli ultimi tre anni e nel terzo trimestre di quest’anno ha chiuso con ricavi per 824 milioni e reddito operativo per 44 milioni, entrambi sotto le attese.

La liquidità netta di Twitter risultava scesa a 336 milioni, rispetto ai 444 milioni dello terzo periodo del 2018, malgrado la generazione di 165,5 milioni di flussi di cassa liberi, a causa proprio dell’impiego dei proventi ottenuti nel 2018 con l’emissione del penultimo bond per provvedere al rimborso di quello in scadenza a settembre.

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