La corsa dei BTp è finita o potrà ripartire nei prossimi giorni dopo la pausa?

Rendimenti BTp in risalite negli ultimi giorni, con lo spread ad essersi riportato sopra i 200 punti sui 10 anni. Che cosa succede? La corsa delle quotazioni è finita?

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Rendimenti BTp in risalite negli ultimi giorni, con lo spread ad essersi riportato sopra i 200 punti sui 10 anni. Che cosa succede? La corsa delle quotazioni è finita?
“Perché dopo giorni di salita i BTp vanno a picco? Hanno possibilità di ricominciare a salire nei prossimi giorni?”.

Questa è una delle tante domande dei lettori che ci giungono in redazione. Premesso che i BTp non stiano affatto andando “a picco”, come da locuzione un po’ colorita di cui sopra, vero è che sembrano avere smesso di correre e, anzi, nelle ultime sedute stanno perdendo terreno, vedendo risalire i loro rendimenti.
Che cosa succede? Il 15 maggio scorso, il BTp a 10 anni offriva il 2,75%. Il mercoledì 3 luglio, già risultava sceso all’1,61%. Mentre scriviamo, risulta all’1,76%. Per la scadenza a 2 anni, il crollo dei rendimenti è stato nel contempo dallo 0,74% al -0,05%, risalendo ad oggi allo 0,08%. Il trentennale è arrivato ad offrire meno del 2,60% e al momento si attesta al 2,67%, comunque molto meno 3,55% di metà maggio.
La corsa delle obbligazioni è avvenuta in tutta l’Eurozona, così come anche nel resto d’Europa, nel Nord America, in Giappone, in Australia e lambendo gli stessi mercati emergenti. I capitali sono a caccia disperata di rendimento, specie quando gli investitori istituzionali hanno capito che la prospettiva dei tassi bassi sia destinata a durare più tempo del previsto, con le banche centrali principali a mostrarsi accomodanti e l’Australia ad avere tagliato già i tassi due volte nelle ultime settimane. Il Bund a 10 anni rende ormai attorno al -0,40% (-0,37%, stamane), ma rispetto ai minimi dei giorni scorsi, sia in Italia che all’estero si registra una lieve risalita dei rendimenti.

Corsa BTp può ripartire

Non si tratta di un contro ordine, bensì di un classico caso di prese di beneficio. Così funzionano i mercati. Il prezzo di un asset sale molto in un periodo relativamente breve? A un certo punto, meglio se prendendo a pretesto un qualche evento o semplicemente una dichiarazione, i possessori di quell’asset vendono per capitalizzare i guadagni, i quali altrimenti restano solo teorici. Il BTp 2049, ad esempio, dal suo debutto a febbraio fino al mercoledì scorso ha guadagnato circa il 25,5%, da allora ripiega del 3,2%.
Il BTp 2067 da metà maggio a 5 giorni fa era salito anch’esso di quasi il 20%, perdendo nelle ultime sedute oltre il 2%. E così via.
Una pausa sembra naturale, almeno fino a quando i grossi investitori non abbiano monetizzato i guadagni. E i BTp, in particolare, si prestano più di tutti a proseguire la corsa delle settimane scorse, essendo ancora relativamente molto deprezzati, se si pensa che un Bonos a 10 anni della Spagna rende solo lo 0,36% oggi (era allo 0,23% il 3 luglio). Scampata la procedura d’infrazione, pur con le tensioni sulla prossima legge di Stabilità a settembre, l’Italia si è messa apparentemente alle spalle il principale fattore di turbolenza, anche se il clima politico tiene alto lo spread, risalito sopra i 200 punti base sui 10 anni e oggi a 213 punti. Ci sarebbe ancora spazio, però, per un suo restringimento, potenzialmente fino ai livelli pre-Conte, ossia in area 50 bp rispetto alla Spagna, per cui i nostri rendimenti decennali avrebbero modo, in un quadro politico-economico molto più rassicurante, di scendere fin sotto l’1%, circa tre quarti di punto percentuale in meno da oggi.
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