La conversione dei bond Mps destabilizza le obbligazioni delle banche venete

I bond subordinati di Popolare Vicenza e Veneto Banca sono esplosi. Generali avrebbe tolto il sostegno ad Atalnte2 in cambio della conversione dei bond Mps in azioni

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I bond subordinati di Popolare Vicenza e Veneto Banca sono esplosi. Generali avrebbe tolto il sostegno ad Atalnte2 in cambio della conversione dei bond Mps in azioni

L’offerta di conversione dei bond Mps in azioni fa bene ai rendimenti dei titoli di Siena, ma manda a picco i prezzi delle obbligazioni subordinate delle banche venete. Da un lato i titoli subordinati Mps si sono apprezzati fino a quota 80, dall’altro le obbligazioni Lower Tier II di Popolare Vicenza e Veneto Banca sono franate sul mercato EuroTLX.

Benchè accomunate da un unico problema, lo smaltimento di un enorme peso di sofferenze e da una crisi sistemica senza precedenti, le due realtà bancarie sono di fatto completamente distaccate e slegate fra loro. Mps sta per ricapitalizzare fino a 5 miliardi di euro e va alla ricerca di un padrone che non sia il Tesoro con un misero 4%, mentre Popolare Vicenza e Veneto Banca, che un padrone ce l’hanno (il fondo Atlante), hanno già ricapitalizzato per 2,5 miliardi complessivi e si preparano alle nozze forzate prima di essere vendute o svendute a qualche grosso gruppo finanziario. Eppure sembra che la parte più precaria del sistema bancario nazionale sia in Veneto piuttosto che in Toscana. Il contrario di quanto sembrava solo un anno fa. Tant’è che i bond subordinati a tasso variabile di Banca Popolare Vicenza (XS0336683254) e Veneto Banca (IT0004241078) con scadenza rispettivamente dicembre e giugno 2017 rendono mediamente il 50%. Quelli di Mps, meno del 20%. Cosa succede?

Bond subordinati banche venete convertiti come Mps?

Secondo gli analisti, oltre ai rischi connessi alla fusione fra i due istituti di credito con taglio drastico di poltrone, dipendenti e sportelli, vi è il timore che la nascenda banca veneta possa aver bisogno di un altro sostegno patrimoniale le cui cifre circolate sulla stampa vanno dai 900 milioni ai 2,5 miliardi di euro. Soldi che dovrebbe mettere il fondo Atlante e che, nella peggiore delle ipotesi, non dispone. A meno che non venga sostenuto con nuovi fondi dai soci, cioè dal consorzio bancario che l’ha costituito. Quindi si pensa che i bond subordinati delle due banche venete possano essere coinvolti, alla strega dell’operazione in atto su Mps.

Notizie infondate su partecipazione Generali a Fondo Atlante 2

A gettare benzina sul fuoco, però, ci sarebbero anche indiscrezioni riportare dalla stampa nazionale che vedrebbe Generali, uno dei soci di Atalnte, annullare l’impegno su Atlante2 (il fondo che dovrebbe raccogliere gli Npl delle banche) in cambio della conversione dei bond Mps in azioni. Cosa già stabilita in partenza dal management di Generali e che varrebbe 200 milioni di euro a garanzia degli Npl della banche, fra cui anche quelli di Popolare Vicenza e Veneto Banca, ma che – di fatto – non è stata confermata dal board all’indomani del lancio dell’Ops di Monte dei Paschi. Anche perché l’offerta è su base volontaria e Generali non è obbligata ad aderirvi – osserva un gestore di fondi vicino al dossier -. Generali, ha posto il veto solo su una eventuale conversione “obbligatoria” di bond subordinati Mps, non volontaria. Ciò non toglie, quindi, che Generali potrebbe benissimo garantire entrambe le operazioni: quella di conversione dei bond subordinati Mps (per la quale potrebbe anche guadagnarci e ottenere una rilevate partecipazione in banca Mps) e quella a sostegno del fondo Atlante 2. Le notizie riportare sulla stampa non sono, infatti, fondate tant’è che Generali non le ha confermate. Ma per questo motivo, i rendimenti dei bond subordinati delle banche venete sono esplosi. Che qualcuno abbia intenzione di specularvi sopra?

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