La Cina compra Btp italiani ma i vantaggi sono della Germania

La Merkel vede Monti e poi vola a Pechino per negoziare l’acquisto di titoli di stato italiani. La Cina avrà in cambio un più conveniente accesso ai mercati europei e spenderà 3,5 miliardi per acquistare Airbus tedeschi.

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Una volta si diceva che se Wall Street starnutiva, L’Europa si ammalava. E’ accaduto più o meno così dal 2007 in poi con la crisi dei mutui subprime e benchè gli USA si siano timidamente ripresi, l’Europa versa ancora in un profondo stato comatoso, tenuta in vita dalla forza del cuore tedesco (Pil Germania in crescita, Berlino è ancora la locomotivaLa locomotiva tedesca non si ferma: il Pil cresce dello 0,5%)

Ma per una pronta guarigione servirà una cura mircolosa. E’ così che ad aiutare i paesi in difficoltà, principalmente Spagna e Italia, ci penserà la Cina che ha non pochi interessi da difendere a livello continentale. In un incontro con la cancelliera Merkel, il premier cinese Wen Jiabao ha assicurato la Germania, il cuore pulsante dell’Europa, che sosterrà le economie in difficoltà europee a difesa dell’euro, ma soprattutto a difesa degli interessi cinesi in Europa. In buona sostanza, la Cina compra Btp italiani e Bonos spagnoli. Non è una novità dal momento che in passato la Cina era già intervenuta sul mercato obbligazionario europeo acquistando bund tedeschi e Oat francesi anche per ridurre l’esposizione delle proprie riserve nella valuta americana. Ma adesso che i rendimenti di questi titoli sono prossimi allo zero e anche gli USA non offrono più convenienti alternative per i fondi di investimento cinesi, l’attenzione degli investitori si sta spostando timidamente verso Italia e Spagna, ma soprattutto verso l’Italia dato che sulla Spagna è già stato deliberato dalla UE un massiccio piano di aiuti alle banche in cambio della sovranità creditizia (Eurogruppo: prima tranche di aiuti da 30 mld per le banche spagnole). 

L’Italia, invece, è probabile che ce la farà da sola – come dichiarato dalla Merkel – tuttavia un aiuto concreto dovrà necessariamente arrivare dall’esterno perché il debito tricolore si avvia ormai verso i due miliardi di euro e non potrà essere sostenuto a lungo in assenza di crescita.

 

Cina Germania: gli interessi dei nuovi alleati

Così se per la cancelliera Merkel la stabilizzazione dell’euro è l’impegno “politico assoluto” dell’Europa, per il premier cinese Wen Jiabao che recentemente ha ricevuto per la seconda volta in sette mesi la delegazione tedesca, l’interesse del dragone è quello di fare in modo che il mercato europeo possa continuare ad acquistare prodotti cinesi a basso costo. E più basso è il costo meglio è. La contropartita all’acquisto di bond italiani e spagnoli sarà l’abbassamento delle tariffe doganali, una maggiore velocizzazione del traffico delle merci e l’abbattimento di alcuni dazi. Cose che non sono state dichiarate ufficialmente ma che sono trapelate da ambienti vicini al deal raggiunto a Pechino fra i due premier. Intanto la banca cinese ICBC ha siglato un accordo con Airbus, il consorzio franco-tedesco, per l’acquisto di 50 aerei A320, del valore di 3,5 miliardi di dollari. Un vero e proprio affare, ma solo per i tedeschi che così conducendo la loro politica estera incassano soldi, si aprono nuove vie commerciali ad oriente (vendita Volkswagen in Cina), portano i francesi più vicino ai diktat teutonici, a spese degli stati membri indebitati fino al collo e meno virtuosi. Del resto, avere grossi debiti, comporta sempre, in un modo o nell’altro, soggiacere a dei ricatti e alla perdita di autorità.

 

China Investment Corporation pronta ad acquistare Btp e Bonos spagnoli se salta l’ESM

Dal punto di vista strettamente finanziario, è anche possibile che China Investment Corporation, il più grande fondo statale cinese,  si sia apprestando ad acquistare massicciamente Btp e Bonos qualora il 12 settembre la Corte Costituzionale tedesca dovesse bocciare l’attivazione del ESM, il cosidetto fondo salva stati, che avrebbe lo scopo di sostenere le economie in difficoltà (ESM: ecco perchè la consulta tedesca darà l’ok al Fondo Salva Stati).

Atteso che la Banca Centrale Europea non può, a differenza della Fed, sostenere gli stati in crisi, è necessario che un piano B sia operativo in caso di bocciatura del ESM da parte dei giudici. Per l’italia ci sono ancora 155 miliardi di Btp in scadenza da collocare sul mercato e con lo spread sopra i 400 punti – come si evince da una recente dichiarazione del premier mario Monti – sarà doloroso per le finanze pubbliche sopportare tali costi di rifinanziamento negli anni a venire. In programma nell’agenda economica del governo ci sono consistenti piani di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico che dovrebbero mitigare l’impatto dei costi finanziari dello stato, ma anche la cessione di importanti quote di aziende in mano allo stato che farebbero gola a molti, quali l’ENI, l’ENEL, le Poste, Finmecanica, ecc. Che siano già state opzionate dai cinesi per mano della Merkel dopo l’incontro con con il premier italiano Monti? Del resto Palazzo Chigi è già stato commissariato da Berlino e a a fare rapide deduzioni ci vuole poco.

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