La carica dei corporate bond targati Obama

Costo del denaro a zero e capitali in fuga dall’euro hanno sostenuto l’economia degli Stati Uniti. Emessi più di 1,2 miliardi di obbligazioni corporate a costi nulli. Quanto potrà durare ancora?

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Costo del denaro a zero e capitali in fuga dall’euro hanno sostenuto l’economia degli Stati Uniti. Emessi più di 1,2 miliardi di obbligazioni corporate a costi nulli. Quanto potrà durare ancora?

Barack Obama trionfa e guiderà per altri 4 anni gli Stati Uniti.  Ma non sarà una passeggiata, anche perché il risultato delle elezioni vede il Congresso spaccato in due, con i repubblicani che tengono saldamente in mano il Senato (L’America sceglie Obama: cosa accadrà ora?). 

Sarà quindi dura per il neo rieletto presidente far approvare quelle riforme incentrate sulle politiche sociali tanto invocate in campagna elettorale e promesse al popolo americano. Una su tutte, quella che vedrà nell’immediato la Casa Bianca impegnata trovare una soluzione per ridurre il debito pubblico Usa che ha ormai superato i 16mila miliardi di dollari, otto volte quello dell’Italia, e che rischia di mandare in tilt la timida ripresa economica a stelle e strisce drogata da un quantitative easing permanente e dalla politica di tassi Fed a zero (Debito pubblico Usa a livelli record ma i mercati si fingono ciechi).

La Casa Bianca dovrà trovare un compromesso per evitare che scattino automaticamente i tagli lineari alla spesa pubblica entro dicembre (Fiscal Cliff) e la soluzione non sembra facile anche perchè i grandi poteri economici e le lobby americane che hanno finanziato la campagna elettorale di Obama vogliono evitare imposizioni fiscali. Negli Stati Uniti, le grandi corporations subiscono un livello di tassazione mediamente inferiore a quella europea e l’evasione fiscale delle grandi aziende è il 15% di quella italiana (dati OCSE 2011). Esistono addirittura degli stati, come il Delaware, dove le imprese sono esentate dal pagare tasse allo Stato a determinate condizioni. Tutto ciò ha finora sostenuto la crescita economica americana. Ma se ora la politica fiscale cambiasse rotta, la Cina sarebbe pronta ad accogliere le industrie USA e l’american dream svanirebbe in un soffio.

 

I tassi negativi sui Treasuries hanno favorito l’emissione di 1,2 miliardi di corporate bond

 

Finora Wall Street ha dato fiducia ad Obama, anche perché i grandi capitali solitamente preferiscono una soluzione di continuità politica, qualunque sia il senso, piuttosto che un cambiamento radicale. Ma ora i grandi investitori che hanno comprato debito pubblico a stelle e strisce a tassi negativi al netto dell’inflazione, quindi rimettendoci, presenteranno il conto (fiscale) alla Casa Bianca, e l’equilibrio di Obama appare precario. Negli USA le aste dei Treasuries Usa sono sempre state interamente sottoscritte dagli investitori, a differenza della Germania, ad esempio, dove a parità di rendimenti (negativi) offerti, è dovuta intervenire la Bundesbank per coprire parte dei titoli non venduti. I minimi di periodo raggiunti dai rendimenti dei titoli di stato USA – osservano gli esperti – sono solo uno degli effetti della corsa agli acquisti che riguarda il mercato dei bond Usa  e i livelli di rendimento assoluti sono prossimi ai minimi storici. Colpa della crisi in Europa che ha spinto gli investitori a prediligere il biglietto verde a parità di rischio anche e soprattutto verso il segmento obbligazionario corporate dove i rendimenti delle migliori società con rating elevato si sono schiacciati a livelli mai visti al punto che multinazionali come IBM, Microsoft, Google, Caterpillar, General Electric prendono soldi a prestito quasi gratuitamente pur non avendone neppure bisogno. Secondo i dati elaborati da Bloomberg (vedi tabella), le nuove emissioni corporate Usa hanno raggiunto una cifra che non si vedeva da tempo. A metà Ottobre le nuove emissioni obbligazionarie corporate ammontavano a più di 1,204 milioni di dollari, la stessa cifra che complessivamente fu emessa nel 2010 e nel 2011. Un record assoluto per gli Stati Uniti, al punto che anche fra le obbligazioni classificate come speculative, con rating inferiore a BBB, si rischia di trovare rendimenti negativi.

 

L’american dream del debito americano gratis potrebbe essere all’epilogo

 

Secondo molte case di investimento il fenomeno cui stiamo assistendo è in buona parte derivato dalla aggressiva politica monetaria Usa accomodante portata avanti dalle Federal Reserve Bank che ha inondato di liquidità il mercato finanziario (ma non quello reale) spingendo gli operatori verso una famelica ricerca di rendimento.

E’ la nuova bolla finanziaria americana di Obama (quella del suoi predecessori furono la new economy e poi quella immobiliare). Buona parte delle recenti emissioni è probabilmente effettuata, quindi, in scia ad una forte domanda e questo ha permesso soprattutto alle aziende americane che hanno una complessa struttura di bond sul mercato di ritirare vecchie emissioni più costose per riapprovvigionarsi a tassi inferiori migliorandone la struttura finanziaria. Il che è stato possibile sono grazie alla enorme liquidità che è stata messa a disposizione delle banche USA da parte della banca centrale. E’ l’american dream, quello del debito e della cartamoneta gratis. Un sogno impossibile per l’Europa, ma forse è meglio così.

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