La Bce pone fine alla corsa dei BTP. Ora i capitali si sposteranno sull’azionario

I titoli di stato non hanno più grandi spazi di crescita e gli investitori puntano adesso al mercato azionario. Molte società a sconto stanno già facendo buy back sul listino

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I titoli di stato non hanno più grandi spazi di crescita e gli investitori puntano adesso al mercato azionario. Molte società a sconto stanno già facendo buy back sul listino

Il quantitative easing da 1.000 miliardi di euro partirà fra poco più di un mese. Lo scopo è quello dichiarato di immettere liquidità nel sistema economico evitando la stagnazione e la deflazione. Per una ripresa duratura del Pil nei paesi dell’Eurozona occorrono, però, riforme e cambiamenti che la politica in questo momento non è in grado di offrire. Tuttavia, l’impulso della Bce sarà sostenuto da altri fattori: dall’euro debole e dal crollo del prezzo del petrolio. Un mix di elementi che non potrà che favorire le esportazioni delle aziende e il risparmio sui costi di produzione in un panorama economico ingessato dall’eccessiva pressione fiscale.   Euro debole e petrolio basso favoriranno la ripresa   Dal punto di vista finanziario, il QE rilancerà l’economia, anche se ci vorranno mesi prima che la macchina finanziaria avviata da Mario Draghi entri a regime. Chi parla di fallimento o di insuccesso di questa manovra sbaglia. E di grosso anche. Le banche cederanno un po’ alla volta i titoli di stato che hanno in pancia realizzando ampi guadagni, ma raccogliendo anche denaro fresco da immettere in un sistema produttivo che inizierà a muoversi  grazie ai fattori di cui sopra (euro debole e petrolio basso). Ci vorrà tempo, ma la strada che adesso si intravvede è in discesa.   L’Italia è il paese che beneficerà di più del QE   Ma quale paese europeo beneficerà maggiormente del QE? Sembra assurdo dirlo, ma sarà l’Italia. E non perché sono state fatte riforme per ridurre la spesa pubblica (peraltro pochissime), bensì perché è il paese che, grazie al QE, potrà immettere nel sistema produttivo maggiori capitali. Le banche italiane, come noto, sono piene di Btp che scaricheranno sul mercato a partire da marzo, ma anche quelle straniere hanno acquistato i nostri titoli pubblici e non hanno certo intenzione di tenersi una croce sulle spalle, visto il livello record del debito pubblico italiano. Sicché, tutti correranno a disfarsi dei titoli più a rischio, tanto li comprerà la Bce (limitatamente al peso specifico dell’Italia nel contesto europeo) e li assorbirà il mercato, visto che il rendimento tricolore è il più alto e conveniente fra i paesi core. Cosa che sarebbe stata impossibile senza il lancio del QE. E difatti il Bund tedesco decennale è arretrato su prese di profitto (0,50% il rendimento), mentre il Btp analogo è salito per un rendimento a scadenza del 1,45% con uno spread a ridosso di 110 bp. Impensabile solo tre anni fa.   I Btp sono arrivati, ora tocca al mercato azionario   [fumettoforumright]In quest’ottica la corsa dei titoli di stato sembra arrivata alla fine e rimangono pochissimi spazi di guadagno per gli investitori.

I capitali si sposteranno lentamente sull’equity – osservano gli analisti – ritenuto estremamente a sconto e con multipli decisamente invidiabili rispetto ai rendimenti offerti dal mercato obbligazionario. Lo sanno bene le aziende che stanno varando o portando avanti robusti programmi di buy back anche a costo di indebitarsi (a costi irrisori), poiché gli utili cresceranno inevitabilmente in futuro. Sicché l’impatto di più lungo periodo del QE sull’azionario sarà positivo per due ragioni – spiega Hsbc -: in primo luogo il programma ha migliorato i fattori chiave per la valutazione delle azioni (crescita degli utili, tasso risk free e premio al rischio), in seconda battuta l’azionario europeo non scontava già troppo il QE, soprattutto facendo un confronto tra valutazioni con il mercato Usa. In particolare, per Hsbc l’equity tedesco è ben posizionato per beneficiare degli sviluppi, con valutazioni interessanti e un momentum degli utili già in miglioramento.

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