La Bce ha comprato 103 miliardi di Btp, ma ora che se ne fa?

Draghi ha acquistato titoli di stato italiani al 5-6% e ora sta cercando di piazzarli ai risparmiatori con rendimenti da fame. La Bundesbank ha manovrato lo spread e Monti ha fatto il gioco dei tedeschi

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Draghi ha acquistato titoli di stato italiani al 5-6% e ora sta cercando di piazzarli ai risparmiatori con rendimenti da fame. La Bundesbank ha manovrato lo spread e Monti ha fatto il gioco dei tedeschi

La Bce ha in pancia 103 miliardi di euro di Btp. Bene verrebbe da pensare. Se li comprano loro – come diceva Umberto Bossi, mentre investiva i rimborsi elettorali in Tanzania – possiamo stare tranquilli, anche perché gli italiani di soldi da mettere nei titoli di stato tricolori non ne hanno più. E anche se ne avessero (al netto dell’Imu del professor Monti), dopo tutte le paure che ci hanno tirato addosso fra spread,default e balle varie, uno ci pensa su due volte prima di affidare i propri sudati risparmi a uno Stato zavorrato da debiti generati ad arte da partiti, lobby e banchieri senza vergogna.

Banca Monte dei Paschi docet! Con il via libera della Corte dei Conti di queste ore, i contribuenti verseranno nelle casse della banca del partito democratico 3,9 miliardi di euro, 65 euro a testa, già incassati con il prelievo dell’Imu del professore. In nome dell’equità sociale, s’intende (Allarme rosso al Monte dei Paschi di Siena). Ma torniamo alla Bce.

 

La banche stanno spingendo i risparmiatori a comprare titoli di stato

 

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Con i tassi di riferimento a breve termine, scesi sotto il livello d’inflazione (i Bot a un anno offrono l’1% lordo), le banche stanno ora spingendo i risparmiatori a sottoscrivere titoli di stato italiani allo sportello, dato che non c’è più pericolo per il paese. E dove non c’è lo sportello, dato che gli istituti di credito li stanno chiudendo a raffica, arriva il web. Indicativa è stata la trovata del Ministro Grilli che ha lanciato il Btp Italia su internet riscuotendo un enorme successo di pubblico, segno evidente che i tempi stanno cambiando e qualche prepensionamento in più è già stato pianificato dalle banche. Ma fra un po’ arriveranno anche incentivi facendo benzina al distributore della Ip e spesa nei supermercati italiani o nelle Coop di Bersani, dato che l’esenzione dalla Tobin Tax e la tassazione sulle rendite finanziarie, rimasta ferma al 12,50% per i titoli di stato, non sembra sufficiente. E se proprio non bastasse ci obbligheranno a farlo. Quello che non verrà sottoscritto dai pensionati o dai piccoli risparmiatori in banca o all’ufficio postale, verrà infatti impacchettato in splendide forme di risparmio, tipo fondi integrativi (aperti ora anche ai dipendenti della pubblica amministrazione) o polizze vita sempre più diffuse dopo la riforma Fornero sull’allungamento dell’età pensionabile che hanno come base i titoli di stato che la Bce, tramite le banche italiane, scaricherà allegramente con notevoli plusvalenze.

Salvo poi trovarsi le sorprese alla fine del piano di accumulo.

 

Bce compra titoli di stato…e le banche tedesche si sono arricchite alle spalle degli italiani

 

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Naturalmente questo gioco a lenta erosione del risparmio dei piccoli risparmiatori è supportato dal formidabile ruolo della stampa italiana sovvenzionata coi soldi pubblici, oltre che dai media controllati dai partiti che strombazzano quanto sia stato importante il ruolo di Mario Draghi alla presidenza della Bce. Ma non bisogna dimenticare chi controlla la Bce. L’Eurotower, infatti, è in mano per il 19% alla Bundesbank che ne detiene la quota maggiore, mentre l’Italia ha solo il 12%, per cui tutto si è svolto nel pieno interesse dei tedeschi. La Banca Centrale ha infatti acquistato Btp quando questi rendevano il 5-6% di media cavalcando la disperazione (creata ad arte) dei risparmiatori con lo spread a 500 e ora si ritrova in pancia una bella plusvalenza (esentasse). Tutto partì nell’estate del 2011 con i rendimenti che iniziarono a salire quando la Deutsche Bank iniziò a vendere titoli di stato italiani a piene mani. Una scelta sbagliata – come osservò Romano Prodi sulle pagine del Corriere della Sera – che evidenziò la mancanza di solidarietà europea che si sarebbe ritorta sulla stessa Germania.

 

La Bce restituirà i Btp all’Italia realizzando grosse plusvalenze che resteranno in Germania

 

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Berlusconi l’aveva capito e stava per mettere mano alle riserve auree della Banca d’Italia per calmierare il mercato, in un momento, fra l’altro, in cui le quotazioni dell’oro erano ai massimi.

Da qui l’antipatia della Merkel e Sarkozy per il premier italiano e l’arrivo del fedele commissario Mario Monti benedetto dal Quirinale col quale Berlino stava allacciando relazioni segrete (ovviamente smentite) per creare il clima politico ideale. Al resto ci hanno pensato i giornalisti leccapiedi. L’obiettivo del professore era chiaro: trovare il modo per far pagare ai risparmiatori italiani i problemi delle banche tedesche (e non solo) e l’azione della Bce che avrebbe sostenuto i prezzi dei Btp acquistandoli sul mercato, anche perché ogni altra via (eurobond, stampa di moneta) era stata preclusa con decisione dalla Germania. Così, i soldi che la Bce incamererà in futuro con le plusvalenze dalla vendita dei Btp ai risparmiatori italiani andranno a rimpinguare le casse delle banche tedesche e francesi, disastrate come quelle italiane, se non di più. Il giro del denaro è molto semplice e non rivela nulla di nuovo rispetto ai classici sistemi speculativi, ma comprenderlo in un momento di offuscamento della verità da parte dei media di partito (siamo al 66esimo posto al mondo per correttezza dell’informazione) è impresa machiavellica.

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