Italcementi, Moody’s taglia il rating: la società è troppo esposta in Egitto

I rendimenti dei bond per ora restano stabili e la società rassicura gli investitori ma il quadro finanziario del gruppo potrebbe subire un degrado per via della crisi egiziana

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I rendimenti dei bond per ora restano stabili e la società rassicura gli investitori ma il quadro finanziario del gruppo potrebbe subire un degrado per via della crisi egiziana

Doccia fredda per Italcementi. Moody’s, a mercati chiusi, ha tagliato il rating della multinazionale bergamasca da Ba2 a Ba3 con outlook stabile. E’ quanto si legge in una nota dell’agenzia di rating, che sottolinea come i parametri creditizi della società siano stati sotto le attese negli ultimi dodici mesi e resta preoccupata per la concentrazione delle attività del gruppo in Francia, Belgio, Egitto e Marocco, facendo notare come il rating dell’Egitto sia stato di recente abbassato. Da parte sua Italcementi replica sostenendo di essere profondamente delusa dalla decisione di Moody’s che non riflette le azioni di rafforzamento strategico realizzate dal Gruppo in questi ultimi mesi, in risposta ad un quadro congiunturale difficile ma gestito con determinazione. L’azione degli analisti – prosegue una nota di Italcementi – è una decisione affrettata che non valuta appieno i sempre più tangibili risultati delle misure di efficienza sui costi e la forte posizione di liquidità.

 

Moody’s taglia il rating di Italcementi, ma i rendimenti dei bond restano stabili

 

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Comunque sia, occorre prendere atto del fatto che il 18% dei ricavi vengono generati in Egitto, mentre più dei due terzi dell’intero fatturato derivano dalle attività francesi di Ciments Français, società controllata da Italcementi (anche’essa declassata da Moodys). Il giro d’affari di Ciments Français nel primo semestre 2012 è diminuito del 4,2% e l’utile netto è sceso del 28% a 48,4 milioni di euro principalmente a causa del rallentamento delle attività in Egitto, Marocco e Kuwait. Per quanto riguarda i fattori di rischio che derivano dalla posizione in Egitto, i vertici di Italcementi hanno osservato che è troppo presto per prevedere gli effetti dei più recenti eventi sulle attività nel Paese che al momento non hanno subito interruzioni significative.

E’ tuttavia abbastanza evidente che il perdurare della crisi non potrà che determinare una flessione dei ricavi del gruppo nel medio periodo che, però, potrebbero essere ben compensati da una ripresa nell’area europea dove si cominciano a intravvedere segnali di recupero. Ne è conferma l’andamento del titolo azionario in borsa che da inizio anno ha fatto registrare una progressione del 30% (vedi grafico). Ma anche il rendimento dei due bond quotati, nonostante il rating sia “non investment grade”, dimostra una certa solidità del business della multinazionale italiana. L’obbligazione senior in euro 6,625% 2020 (Isin XS0496716282) viene scambiata intorno a 105, stabilmente sopra la pari da inizio anno, e rende il 5,90% lordo a scadenza. Rendimento inferiore di un punto percentuale, invece, per l’altro bond in euro, quello emesso a febbraio di quest’anno, offre un coupon del 6,125% (Isn XS0893201433) e viene scambiato a 104. Entrambi i titoli sono negoziabili sul mercato non regolamentato Otc e sulla borsa del Lussemburgo, il primo per tagli minimi da 50mila euro nominali, mentre il secondo per tagli da 100mila.

 

Trimestrale Italcementi, perdita di 43 milioni nel primo semestre 2013 

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Nonostante il favorevole andamento dei prezzi, i ricavi del primo semestre 2013 hanno segnato un calo del 6,2% a quota 2.156,6 milioni di euro, sia per la contrazione dei volumi che per un sensibile effetto cambi negativo. Così, a valle del conto economico, Italcementi ha registrato una perdita netta nel primo semestre a 43,3 milioni di euro da un utile di 1,3 milioni dell’anno prima. Il miglioramento del cash flow operativo, il forte contenimento del working capital (consentito anche da una seconda tranche dell’operazione di securitization lanciata a dicembre 2012) oltre all’attenta modulazione della spesa per investimenti, hanno consentito nel secondo trimestre un forte recupero nella posizione finanziaria del Gruppo. Al 30 giugno scorso l’indebitamento netto (2.000,7 milioni) risultava in miglioramento di circa 105 milioni rispetto alla fine del primo trimestre e di 283 milioni sul 30 giugno 2012, con un indice di leverage pari a 3,3.

Nonostante la crisi in Egitto, Italcementi prevede un risultato operativo del secondo semestre in linea con l’anno prima “grazie all’atteso miglioramento delle condizioni di mercato in alcuni Paesi e agli effetti dei piani di efficienza posti in essere con particolare focalizzazione alla riduzione dei costi in Italia e Spagna”.

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