Islanda torna sui mercati dopo il crac del 2008

Rimossi i controlli sui capitali. L'Islanda si appresta ad emettere bond in valuta. L'economia è cresciuta con la svalutazione della corona

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Rimossi i controlli sui capitali. L'Islanda si appresta ad emettere bond in valuta. L'economia è cresciuta con la svalutazione della corona

Secondo quanto riporta Bloomberg, il governo di Reykjavik ha annunciato la rimozione di gran parte dei rimanenti controlli sui capitali, segnando di fatto il ritorno dell’Islanda sui mercati internazionali dopo il collasso economico del 2008.

I controlli sui capitali relativi a individui, società e fondi previdenziali verranno eliminati a partire da martedì 14 marzo. Le restrizioni saranno ancora in vigore per alcuni fondi che avranno altre due settimane per completare la vendita a Seðlabanki Íslands (Sedlabanki, la Banca centrale d’Islanda) delle riserve offshore in corone. Secondo fonti finanziarie, quindi, l’Islanda starebbe per preparare emissioni di bond governativi denominati in corone (ISK) ed euro per rifinanziare il proprio debito pubblico. Non è ancora chiaro se ciò avverrà prima o dopo l’estate, in ogni caso i prestiti obbligazionari saranno curati da un pool di banche internazionali.

 

Turismo islandese in forte crescita

 

Secondo i dati dell’ente del turismo locale, i flussi turistici sono aumentati del 30 per cento all’anno negli ultimi quattro, portando ricavi per poco meno di 3 miliardi di euro nel 2015: un terzo delle entrate nella bilancia dei conti con l’estero. Il turismo è la prima industria per numero di occupati, tanto che molti islandesi stanno investendo nei servizi e nella costruzione di nuove infrastrutture dedicate. Landsbref, una finanziaria di nata dallo spin off di una delle tre banche fallite ai tempi della bolla, ha creato un fondo da 35 milioni collegato al turismo. Un boom che nemmeno il recente successo del partito pirata, apparentemente contraddittorio per l’Islanda e la sua immagine di terra alternativa, verde e trendy, sembra aver scalfito. Merito anche del cambio valutario. Lo sconquasso finanziario ha svalutato considerevolmente la corona (nel 2003, il rapporto era 80 corone per euro, ora sono 120, svalutazione simile rispetto al dollaro), allargando la sfera dei potenziali clienti.

 

 

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