Investire nei software di Oracle, nuovi bond in euro e in dollari

Le obbligazioni del colosso informatico californiano rappresentano da anni un porto sicuro. I rendimenti non sono alti, ma si può guadagnare sfruttando la debolezza del dollaro

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Le obbligazioni del colosso informatico californiano rappresentano da anni un porto sicuro. I rendimenti non sono alti, ma  si può guadagnare sfruttando la debolezza del dollaro

Fra i giganti americani dell’informatica, anche Oracle fa parlare di sé fra gli investitori. Dopo il successo del mega collocamento di Apple da 17 miliardi di dollari lo scorso mese di maggio, la strada per gli altri colossi del settore adesso sembra essere più in discesa per la raccolta di fondi a basso costo. Così anche Oracle ha centrato l’obiettivo raccogliendo nella prima metà del mese di luglio 3 miliardi di dollari e piazzando sul mercato titoli rivolti agli investitori retail in dollari ed euro ottenendo tassi di finanziamento poco superiori a quelli dei Tresuries (93 bp) a fronte di richieste complessive per 13 miliardi di dollari provenienti da ogni angolo del pianeta. Non è certo la prima volta per il gigante informatico californiano, leader mondiale, con oltre 30 anni di storia alle spalle nel campo dei database, ma si tratta però di un successo in grande stile a tassi mai visti prima.

 

Obbligazioni Oracle in dollari e in euro, dettagli e  caratteristiche

 

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Fra i bond a tasso fisso, l’emissione più gettonata dai fondi d’investimento e dagli amanti delle obbligazioni informatiche è stata quella di durata decennale. Si tratta, per l’appunto, del bond Oracle 3,625% 2023 (Isin US68389XAS45) da 1 miliardo di dollari venduto al prezzo di 99,10 e che paga la cedola su base semestrale, il 15 gennaio e il 15 luglio di ogni anno. Negoziabile al Nasdaq e sul mercato non regolamentato (Otc) per 2.000 dollari (circa 1.500 euro) con multipli aggiuntivi da 1.000, prezza al momento 101,60 per un rendimento finale lordo del 3,40%. L’obbligazione è di tipo senior unsecured e i proventi della raccolta saranno utilizzati – spiega Oracle – per sostenere il programma di buy back sulle azioni quotate annunciato lo scoro mese di giugno per 12 miliardi di dollari. La vendita del decennale è stata accompagnata anche da un’altra tranche da 1,5 miliardi di dollari con scadenza 15 Luglio 2019 (Isin US68389XAQ88) e con cedola su base semestrale del 2,375%, emessa a 99,65 e che ai prezzi attuali di mercato (101, 60) rende il 2,16%, poco meno del bond da 1,75 miliardi Oracle 5% 2019 già quotato, preso a riferimento dall’emittente (vedi grafico). Non si tratta certo di rendimenti  entusiasmanti – osserva un trader – ma su titoli come questi che godono di un’affidabilità vicina ai massimi valori della scala di rating (A+ per Standard & Poor’s), è forse più opportuno guardare alla possibilità di poter guadagnare approfittando col cambio sulle future debolezze del dollaro, ammesso che ci saranno. Buone opportunità possono scaturire anche in fase di collocamento se la domanda dei titoli è elevata, ma solo gli operatori professionali e qualificati vi possono accedere, per cui tanto vale limitarsi al trading. Sul mercato sono andate anche due emissioni in euro, il bond Oracle 3.125% 2025 (Isin XS0951216166) per 750 milioni e il bond Oracle 2,25% 2021 (Isin XS0951216083) che però hanno tagli minimi negoziabili pari a 100.000 euro e rendono meno dei titoli di stato italiani.

 

Ricavi Oracle stabili nel 2012, ma utili in crescita del 10%

 

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Sul fronte dei dati economici e contabile, il colosso dell’high tech ha registrato lo scorso trimestre, a sorpresa, una crescita piatta, con ricavi fermi a 10,9 miliardi di dollari, sotto le stime degli analisti. Le vendite di nuovi software sono aumentate di solo l’1% e la stessa Oracle aveva atteso un aumento tra l’1% e l’11%. La debole performance, riconducibile alla concorrenza sempre più agguerrita, ma anche al calo della domanda di computer da parte dia aziende e privati, ha prodotto un calo del 13% dei sistemi hardware. Ciò nonostante, i profitti di Oracle sono aumentati del 10% a quota 3,8 miliardi di dollari in linea con le previsioni degli analisti. E non c’era da dubitarne. Oracle Corporation, con sede in California, nella Silicon Valley è diventata nel giro di un ventennio una potenza nell’informatica mondiale con il database Oracle, il suo prodotto di punta.

L’azienda conta oggi più di 200.000 clienti nel mondo ed è una delle maggiori imprese nel campo dei database e del software in generale, fautrice di molte innovazioni nel settore. [fumettoforumright]

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