Investire nei serramenti: le obbligazioni Kerling rendono il 12%

Ricavi in forte crescita per il leader europeo dei PVC nonostante la domanda rimanga ancora debole. Il bond del gruppo Ineos offre un tasso d’interesse a due cifre, ma i rischi sono elevati

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Ricavi in forte crescita per il leader europeo dei PVC nonostante la domanda rimanga ancora debole. Il bond del gruppo Ineos offre un tasso d’interesse a due cifre, ma i rischi sono elevati

Fra le obbligazioni estere ad alto rendimento, sempre più ricercate dagli investitori professionali e non, non mancano certo le occasioni (e i rischi). Il settore high yield europeo, però, sembra godere di una marcia in più rispetto a quello americano, giunto ormai a livelli da vera e propria bolla finanziaria con rendimenti che rasentano quelli degli emittenti più solidi classificati nel settore “investment grade” dalle agenzie di rating. E l’indice di default (index default rate), che misura le probabilità di insolvenza delle aziende europee, è notoriamente più basso di quello americano. In Europa, vi sono molte società che non hanno ancora espresso tutto il loro potenziale di crescita alla luce delle immani ristrutturazioni industriali e finanziare conseguenti alla profonda crisi che ha travolto un po’ tutti i settori dell’economia dal 2007 in poi. Una di queste è Kerling, leader chimico europeo  nel settore della soda caustica e del polivinile cloride (PVC), il noto materiale composito utilizzato per i serramenti, con una percentuale di mercato in Europa del 13% e del 23% rispettivamente. La società è nata da una costola del più noto gruppo petrolchimico britannico Ineos (42 miliardi di dollari di fatturato), terzo al mondo dietro a Dow Chemical e Basf, che la controlla direttamente al 100%. Kerling raggruppa principalmente le attività della Ineos Norvegia e della Ineos Vinyls (presente anche in Italia a Porto Marghera e in Sardegna), poco conosciuta in Italia ma ben nota all’estero, soprattutto nei paesi nordici e in Germania.

 

Kerling punta a realizzare 3 miliardi di euro di ricavi entro il 2012

 

Kerling è un gruppo industriale il cui giro d’affari supera i 2 miliardi di euro, ma i ricavi sono in costante crescita nonostante la crisi abbia colpito duro anche il settore chimico e dei derivati petroliferi. Nel 2011 il gruppo chimico ha realizzato 2,28 miliardi di euro di ricavi, ma analizzando i conti dei primi nove mesi del 2012 già si può intravvedere un risultato oltre le aspettative per l’intero anno. Al 30 settembre, Kerling aveva fatto registrare ricavi per 2,12 miliardi di euro, tanti quanti quelli fatti in 12 mesi del 2011.

Merito senz’altro dell’importante acquisizione fatta lo scorso anno di alcune attività chimiche del gruppo belga Tessenderlo, giusto per rafforzare l’impero del miliardario britannico Jim Ratcliff, azionista principale d’Ineos. Un’acquisizione che ha impattato sulle voci di bilancio facendo scendere il profitto in territorio negativo per 46,5 milioni e facendo salire il debito netto a 775 milioni di euro. Secondo gli analisti, tuttavia, Kerling sarà in grado di beneficiare a pieno titolo della ripresa del mercato della chimica che già ci si attende per il 2013 e che in alcune aree del nord Europa sta già dando gli attesi risultati in questi ultimi mesi dell’anno.

 

Obbligazioni Kerling 10.625% 2017 in dettaglio

 

Per quanto riguarda le obbligazioni, Kerling è presente sul mercato con un’emissione da 785 milioni di euro del Luglio 2010 che scade nel Febbraio 2017. Il titolo (Isin XS0480857415) è quotato alla borsa del Lussemburgo e viene trattato per tagli minimi di 50.000 euro nominali più multipli da 1.000 euro, paga una cedola del 10,625% su base semestrale (il 1 febbraio e il 1 Agosto) e, ai prezzi attuali intorno a 96% del nominale, rende circa il 12% a scadenza. L’emittente, in base al regolamento, ha la facoltà di rimborsare anticipatamente il bond (opzione call) al prezzo di 105,31 a partire da Febbraio 2014, al prezzo di 102,65 da Febbraio 2015, e al prezzo di 100 da Febbraio 2016, mentre la cessione della società da parte di Ineos a terzi comporta per l’obbligazionista la facoltà di richiedere il rimborso anticipato a 101. Tutti valori che al momento stanno sopra all’attuale prezzo di mercato. Il bond Kerling, di tipo senior secured, rientra nella categoria dei titoli altamente speculativi secondo le agenzie di rating. Per Standard & Poor’s il debito è stato classificato a livello B, mentre per Moody’s è Caa1. Gli analisti sostengono infatti che, a seguito dell’acquisizione di Tessenderlo, il debito potrebbe diventare insostenibili nel corso del 2013 in assenza di una robusta ripresa del settore delle chimica in Europa o in mancanza di un’azione di develeraging per abbassare i costi finanziari. Al 30 settembre 2012, il debito netto era infatti 8,5 volte il valore dell’Ebitda, valore che dovrebbe scendere già nel corso del trimestre in corso per attestarsi intorno a 5,5 volte entro un anno affinché i conti di Kerling siano messi in piena sicurezza.

La domanda di PVC in Europa – fanno notare gli analisti – rimane ancora debole poiché legata principalmente all’attività dell’edilizia residenziale che è al palo.

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