Investire nei mercati di frontiera: ecco come e perchè

I mercati di frontiera si stanno preparando per un grande ritorno, con una crescita significativa del 25%, in dollari americani, nei primi nove mesi del 2017

di Mirco Galbusera, pubblicato il
I mercati di frontiera si stanno preparando per un grande ritorno, con una crescita significativa del 25%, in dollari americani, nei primi nove mesi del 2017

I mercati di frontiera si stanno preparando per un grande ritorno, con una crescita significativa del 25%, in dollari americani, nei primi nove mesi del 2017. I mercati di frontiera dovrebbero seguire lo sviluppo positivo che ha interessato i mercati emergenti negli ultimi trent’anni. L’FMI ha previsto nel World Economic Outlook di ottobre 2017 che la lista delle economie a crescita maggiore sarà ampiamente dominata dai mercati di frontiera, la cui crescita media nel quinquennio 2018-2022 è prevista essere superiore al 4%.

 

La storia però, non finisce qui – dice Emre Akcakmak, Portfolio Advisor del fondo East Capital Global Frontier Markets -. Adottando un approccio di selezione dei titoli bottom-up, costruiamo i nostri portafogli con l’obiettivo di sfruttare le opportunità più interessanti, seguendo quattro temi principali. Ecco quali.

 

 

La crescita secolare

 

Considerando le vaste popolazioni dei Paesi di Frontiera, facilmente paragonabili ai mercati emergenti (Cina e India escluse), siamo convinti che le società dei beni di consumo avranno ampi margini di crescita per il loro business. Ad esempio, in Vietnam – dice Akcakmak  – investiamo in titoli di società nel settore dell’aviazione – una nazione tra le prime cinque per crescita dei mercati – con una crescita media dei passeggeri del 17,2% negli ultimi cinque anni e che, secondo la Civil Aviation Administration vietnamita, si prevede triplicherà i volumi passando da 52 milioni nel 2016 a 150 milioni entro il 2035. Investiamo anche in produttori e rivenditori alimentari in tutto l’universo investibile, alla luce del trend che vede i negozi a gestione famigliare lentamente perdere la loro importante quota di mercato in favore della moderna distribuzione. Inoltre, la domanda di cibo continua a crescere in mercati quali la Nigeria, l’ Arabia Saudita, il Marocco e il Bangladesh, spinta dall’aumento della popolazione. La quota di distribuzione moderna per il cibo è particolarmente bassa in Marocco, e si attesta a 11 metri quadri per mille abitanti, rispetto ai 220 della Francia, i 77 del Brasile e i 40 della Turchia.

 

Lo slancio del processo di riforma

 

Siamo entusiasti del forte processo di riforma e delle compagnie che ne beneficiano. Argentina ed Egitto – prosegue Akcakmak   – sono ottimi esempi di mercati guidati da riforme economiche che hanno portato alla libera fluttuazione della valuta domestica e al riequilibrarsi degli equilibri di bilancio attraverso varie misure, tra cui la rimozione di alcune regolamentazioni di stampo populista. Dopo anni di diminuzione della competitività, gli esportatori riescono finalmente a sfruttare la debolezza della moneta locale. Ci è stato recentemente detto da un tessitore di tappeti egiziano, ad esempio, che la compagnia ha conquistato quote di mercato a spese dei concorrenti globali a seguito del deprezzamento del 49% della sterlina egiziana alla fine del 2016. In Argentina le società di utility hanno corso molto dopo la liberalizzazione del mercato, che ha rappresentato una vera rivoluzione trasformando compagnie in perdita, in aziende in grado di generare forti flussi di casso. In entrambe i mercati, anche le banche stanno beneficiando delle riforme con l’assestarsi della ripresa economica.

 

 La cura nella selezione dei titoli

 

I mercati di frontiera rimangono interessanti per l’attività di selezione dei titoli, grazie a un livello relativamente basso di investimenti stranieri, alla mancanza di copertura da parte degli analisti e a un crescente numero di IPO. Alla fine del 2016 in Romania – dice Akcakmak   – siamo stati tra i principali investitori nel corso dell’offerta pubblica iniziale di una società che fornisce servizi per il settore sanitario. Ci aspettiamo che questa compagnia, continui la forte crescita dei profitti (+25% su base annua) grazie al processo di consolidamento in corso nel settore. E ancora, il settore dell’educazione in Kuwait si è rivelato molto interessante. In quell’occasione, è stato necessario guardare oltre il poco emozionante quadro d’insieme, per concentrarci sullo stabile profilo di crescita della società. Stiamo anche investendo in società del Marocco che si occupano di sistemi di pagamento e competono a livello internazionale, diversificando le operazioni nei vari continenti. Continuiamo inoltre a prestare grande attenzione alle IPO, in particolare in mercati quali il Vietnam, che sta facendo grandi sforzi per attirare investitori stranieri in un mercato azionario da 121 miliardi di dollari. Nei prossimi tre anni ci aspettiamo dozzine di nuove offerte, soprattutto tra le società a partecipazione statale.

 

Valutazioni interessanti

 

Anche le opportunità di investimento relativamente ovvie offrono buone prospettive di rendimento, in quanto le valutazioni nei mercati di Frontiera appaiono interessati grazie a dividendi significativi e profili di crescita forti. Ci piacciono – aggiunge Akcakmak   – alcune banche Tier I in Nigeria, che mostrano un profilo rischio-rendimento interessante – con un multiplo prezzo/utile per il 2017 stimato tra le tre e le cinque volte. La penetrazione del credito domestico rimane bassa (16% del PIL), e crediamo che dopo due anni difficili il peggio per questa economia sia passato. Guardando alle opportunità di tipo value troviamo particolarmente interessanti le assicurazioni slovene, alla luce di un rapporto prezzo/utile pari a 8 volte e dividend yield che si attestano tra il 5% e l’8%. In generale, i mercati di frontiera continuano ad avere valutazioni interessanti, 11,6 volte il multiplo prezzo/utile, ossia a sconto del 3% rispetto alle azioni dei Paesi Emergenti e del 29% rispetto agli omologhi dei Paesi Sviluppati.

 

Conclusioni

 

Per gli scettici che non riescono a vedere la luna, ma solo il dito che la indica, i mercati di frontiera continueranno a essere principalmente un rischio. Tuttavia – conclude Akcakmak   – noi li reputiamo un’incredibile opportunità, dove però, la gestione attiva è fondamentale per generare rendimenti significativi, in quanto la ricerca di opportunità proficue richiede uno sforzo in più da parte dell’investitore. Nel complesso siamo convinti che il periodo di maggiore sfida sia passato e che i mercati di Frontiera stiano finalmente rientrando nelle grazie degli investitori, come testimoniato dai flussi di capitale in entrata degli ultimi mesi e dalla buona performance da inizio anno.

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Argomenti: Mercati Emergenti

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