Investire in Turchia non è più così rischioso

Il Pil della tigre del Bosforo crescerà del 4% quest’anno e i rendimenti obbligazionari stanno scendendo visibilmente. I bond Rabobank a 16 mesi in lire turche offrono il 6%

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Il Pil della tigre del Bosforo crescerà del 4% quest’anno e i rendimenti obbligazionari stanno scendendo visibilmente. I bond Rabobank a 16 mesi in lire turche offrono il 6%

Mentre Grecia e Spagna affogano nelle austerità imposte dalla Ue, sul continente europeo si sta affacciando a passo felpato la Turchia. La  forte  crescita  economica  dell’ultimo  decennio  e  la  rapida  ripresa  dopo  la  crisi  finanziaria internazionale  del  2008  hanno  rafforzato  l’interesse  internazionale  degli investitori per  Ankara,  un  paese politicamente ed economicamente al crocevia tra Europa e Medio Oriente. L’integrazione  economica  continentale e col Nord Africa  ha  svolto  un  ruolo  centrale  nel  sostenere  la  crescita dell’economia turca che punta ora ad entrare con decisione e a pieno titolo nell’eurozona. Così, l’agenzia di rating Fitch, dopo aver analizzato attentamente i conti di un paese da 70 milioni di abitanti, ha annunciato di avere alzato il rating della Turchia da BB+ a BBB- per il debito in valuta, da BB+ a BBB per quello in lire turche portandolo al primo gradino del livello “investimento”. Fitch giustifica la decisione sottolineando fra l’altro la buona posizione creditizia della Turchia grazie al calo del debito pubblico e la stabilità del settore bancario. Gli analisti precisano che, nonostante la crisi europea abbia condizionato Ankara in questi ultimi periodi, il dinamismo dell’economia turca rimane intatto e la crescita del PIL nel 2012 dovrebbe raggiungere il 4,0%, ossia uno dei tassi più alti in Europa, come confermano anche i dati e gli indicatori macroeconomici pubblicati recentemente dal Ministero dell’Economia.

 

L’alta inflazione della Turchia resta la spina nel fianco di un paese in forte sviluppo

Il problema della Turchia, però, rimane l’alto tasso d’inflazione. Come riferisce l’Istituto di statistica del paese (Tuik), i prezzi al consumo sono aumentati in settembre dell’1,03% congiunturale, percentuale che porta il tasso d’inflazione tendenziale al 9,19% (8,88% in agosto).

L’indice del costo della vita nel 2011 si è attestato sul 10,45%, battendo di molto le stime degli analisti che avevano messo in conto 5,5% per lo scorso anno e 5% per quest’anno. Del resto, il paese ha registrato una crescita economica molto sostenuta negli ultimi due anni (+8,9% nel 2010 e +8,5% nel 2011) e i recenti aumenti delle tasse sul consumo di sigarette, alcool, carburanti e auto hanno contribuito all’innalzamento dell’inflazione. Tuttavia, come confermano gli analisti di Fitch, il sistema finanziario turco è sano e robusto e un allineamento agli standard economici europei non è più così lontano. Presto, probabilmente, anche le altre due agenzie internazionali di rating Moody’s e Standard & Poor’s collocheranno il debito statale di Ankra nella categoria “investment grade”.

 

Obbligazioni Rabobank per investire in lire turche con la massima affidabilità

 

Ma come è possibile investire nel mercato obbligazionario turco senza correre troppi rischi? Uno degli strumenti più gettonati dagli investitori, che non vogliono passare attraverso le grinfie dei fondi d’investimento, è quello di affidarsi alle emissioni degli enti sovranazionali o di banche specializzate (BEI, BERS, KfW, ecc.) che emettono costantemente titoli in valuta con la massima garanzia di rimborso del capitale e pagamento cedole. Si tratta per l’appunto di emittenti che godono della massima reputazione creditizia e che offrono titoli molto liquidi e trattabili anche per importi minimi, quindi adatti per la diversificazione del proprio portafoglio. La banca olandese Rabobank, ad esempio, è uno degli istituti dic redito più attivi in questo segmento valutario essendo presente sul mercato con diverse emissioni a varie scadenze. A fronte di un tasso d’interesse sulla nuova lira turca (TRY) che ha toccato il minimo storico (9,5%), l’obbligazione da 100 milioni Rabobank 8% marzo 2014 (XS0603271064) è in grado di offrire all’investitore più del 6% di rendimento finale lordo a circa 16 mesi dalla scadenza.  Il titolo è negoziabile intorno a 103 per tagli minimi da 1.000 Lire turche, circa 440 euro. Stessa cosa per il bond Rabobank 8,75% giugno 2016 (XS0637532978), anch’esso da 100 milioni, che rende il 6,20% a scadenza ma paga una cedola più alta.

Unico rischio rimane, come sempre, il fattore cambio, però v’è da dire che la volatilità della nuova lira turca non è più quella di un tempo e la crescita dell’economia, unita alla stabilizzazione politica di Ankara, stanno contribuendo al rafforzamento strutturale della moneta (vedi grafico sopra).

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