Investire in rubli aspettando i mondiali di calcio

La Russia attira ancora capitali dopo l’assegnazione da parte della FIFA dell’organizzazione del campionato del mondo. Le obbligazioni più promettenti per guadagnare con la moneta degli zar

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La Russia attira ancora capitali dopo l’assegnazione da parte della FIFA dell’organizzazione del campionato del mondo. Le obbligazioni più promettenti per guadagnare con la moneta degli zar

Se la FIFA scommette sulla terra degli zar perché non dovrebbero farlo anche i risparmiatori? Da quando Putin è risalito ai vertici del Cremlino, molte altre cose sono cambiate nella vecchia Terza Roma. La più importante è stata senza dubbio la formalizzazione dell’ingresso di Mosca nell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) a Luglio che porterà all’abbassamento dei dazi doganali e a una più libera circolazione delle merci, ma anche l’assegnazione da parte della FIFA dell’organizzazione dei mondiali di calcio nel 2018.

 

Russia 2018: il calcio come rappresentazione dell’ascesa economica e geopolitica

Pochi giorni fa, il presidente Joseph Blatter ha infatti assegnato per la prima volta nella storia, alla Russia l’organizzazione della più famosa e costosa manifestazione sportiva mondiale. Segno che gli interessi degli investitori si stanno spostando verso i pesi emergenti allontanandosi dalle economie decotte delle nazioni occidentali super indebitate e in recessione, tant’è che nel 2014 la prestigiosa coppa sarà assegnata in Brasile e nel 2022 in Qatar. Per la Russia si tratta del ritorno di una grande manifestazione sportiva dopo le Olimpiadi estive del 1980 a Mosca e in attesa di quelle invernali del 2014 a Sochi e già la macchia organizzativa si è messa in moto per fare bella figura. E ai russi, si sa, piace farsi vedere. Secondo fonti governative, Mosca spenderà qualcosa come 600 miliardi di rubli (15 miliardi di dollari) per ristrutturare o costruire gli impianti sportivi e rendere le 13 città che ospiteranno le 32 squadre di calcio finaliste più accoglienti e moderne. Ad ogni modo, solo la metà degli stanziamenti saranno di provenienza pubblica, il resto arriverà da investitori privati, anche stranieri. Una cifra enorme che va ad aggiungersi a quella già stanziata di 190 miliardi di rubli per l’organizzazione dei giochi olimpici di Sochi.

Insomma, un fiume di investimenti e di opportunità che sta richiamando sempre più l’attenzione degli investitori internazionali verso la Russia il cui rischio paese non è più quello del secolo scorso (BBB per Standard & Poor’s e Baa1 per Moody’s).

 

Il fondo obbligazionario specializzato UBS Bond Russia

 

Ma come fa un risparmiatore non professionista a investire nel mercato obbligazionario russo? Oggi come oggi – spiegano gli esperti – non è più un’impresa difficile come in passato in cui solo operatori finanziari specializzati potevano avere accesso al mercato dei capitali di Mosca. Il singolo risparmiatore ha la possibilità di affidarsi a gestori di fondi che operano sui paesi emergenti, anche con piccole somme di denaro, come ad esempio UBS Bond Russia (Isin LU0249223677), che investe in titoli di stato e obbligazioni societarie accuratamente selezionate della Russia in moneta locale (rublo). Il fondo, che ha un patrimonio di 35,4 milioni di dollari, negli ultimi 5 anni ha reso il 5,14% investendo prevalentemente in società finanziarie (21%), banche (20%), enti pubblici (18%), industrie e altre istituzioni. Per chi, invece, volesse fare da sé disponendo di somme più cospicue ed evitando magari i costi di gestione annuale dei fondi di investimento, può passare direttamente dagli emittenti sovranazionali quali la European Investment Bank (EIB), la European Bank for Reconstruction and Development (EBRD), la International Finance Corporation (IFC), la International Bank for Reconstruction and Development o World Bank (IBRD) e la Inter-American Development Bank (IADB), che emettono spesso obbligazioni denominate in rubli offrendo la massima garanzia del pagamento degli interessi e la restituzione del capitale a scadenza (sulle obbligazioni russe leggi anche: Investire in rubli con le obbligazioni di KfW e World Bank). 

 

Obbligazioni in rubli Eurasian Development Bank 8% 2015

 

A tal fine segnaliamo che Eurasian Development Banck ha recentemente emesso un prestito obbligazionario in rubli da un miliardo tondo di durata triennale. Si tratta di un eurobond emesso alla pari, quotato presso la borsa del Lussemburgo (Isin XS0837020014) e sottoscrivibile per importi minimi di 5.000.000 di rubli che corrisponde una cedola del 8% all’anno. L’emittente garantisce il rimborso a 100 nel 2015 e, grazie alla cedola elevata – sostiene Dick Carlson di BofA Merrll Lynch – è possibile attutire nel tempo eventuali rischi di cambio, anche se la volatilità del rublo nei confronti dell’euro è notevolmente calata dopo la riconferma di Putin ai vertici del potere russo per altri 4 anni. Come sempre, però – avverte Carlson – il timing in questi casi è fondamentale e sarebbe più prudente investire in una valuta straniera in diverse tranches, non tutto di un fiato. In questo senso, l’obbligazione in rubli emessa da JP Morgan (rating AA-) per 3 miliardi (XS0307241603) che offre un tasso del 7% fino al 2017, si presta di più al caso essendo trattabile per importi minimi più bassi: 2.000.

000 di rubli. 

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