Investire in india: le obbligazioni in rupie rendono 8%

La crescita economia del paese offre grandi opportunità d’investimento nel settore obbligazionario. Il giudizio degli analisti

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La crescita economia del paese offre grandi opportunità d’investimento nel settore obbligazionario. Il giudizio degli analisti

Investire in India potrebbe diventare l’alternativa alle decotte economie occidentali e alla crisi dei mercati emergenti. Benchè l’India faccia parte dei BRICS, insieme a Brasile, Russia, Cina e Sudafrica, l’India è uno dei pochi  grandi paesi che continua a crescere in questa delicata fase per l’economia globale.

Ha 1,3 miliardi  di abitanti e nel 2030 è previsto avrà la più giovane forza lavoro al mondo con metà della popolazione sotto i 25 anni di età. Il paese è caratterizzato principalmente da produzioni labour intensive, dato il basso costo della manodopera (mediamente 1 euro al giorno per un operaio), così come il numero di impiegati nel settore pubblico risulta essere  molto alto. Negli ultimi cinque anni il paese è cresciuto a una media del 6%, raggiungendo l’apice nel secondo semestre del 2014 con una crescita del prodotto interno lordo dell’8,2%. [tweet_box design=”box_07″ float=”none”]Investire in india: le obbligazioni in rupie rendono 8%[/tweet_box] Il deficit di bilancio rapportato al pil per il 2015 è del 4,5 % ed è stato negativo ben sopra il 3 % sin dal 2010, a testimonianza del fatto che uno dei principali driver della crescita è dato dalla spesa pubblica. L’inflazione si attesta all‘8%. Anche in questo caso non creando problemi per la crescita del paese, poichè i salari salgono a ritmi analoghi. Risulta essere inoltre molto alto anche il reddito da investimento in titoli di stato che rendono l‘8% per quelli a 10 anni.  

Investire in India, il giudizio degli analisti

  Per Aberdeen Asset Management, l’India rappresenta il mercato emergente piu’ attraente che ha asset per un valore di circa 430 miliardi di dollari. Nonostante il Paese stia facendo un balzo economico sotto la guida del primo ministro, Narendra Modi, il quale ha puntato a migliorare il settore delle infrastrutture e ad incoraggiare gli investimenti esteri, sul fronte dell’obbligazionario, i titoli di stato indiani includono un premio di rischio e non tengono conto dei recenti progressi compiuti dall’India, afferma Donald Amstad, direttore di Aberdeen. “L’India e’ ancora prezzata come uno dei cosiddetti “Fragile Five”, ovvero uno dei cinque mercati emergenti piu’ vulnerabili, sostiene l’esperto e i bond del Governo rappresentano “una grande opportunita’ per gli investitori”, conclude Amstad.

Anche il cambio della valuta locale (INR) contro dollaro sembra oggi meno volatile che in passato e il suo deprezzamento si è arrestato negli ultimi mesi, segno evidente di uno sviluppo economico solido e duraturo.

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