Investire in Cina con le obbligazioni in yuan

L’economia del Dragone farà da volano per la prossima ripresa economica mondiale. Alcuni bond sicuri per diversificare i propri investimenti in alternativa ad euro e dollaro

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L’economia del Dragone farà da volano per la prossima ripresa economica mondiale. Alcuni bond sicuri per diversificare i propri investimenti in alternativa ad euro e dollaro

L’economia cinese rallenta? No, è solo una pausa. Economisti ed esperti internazionali concordano sul fatto che la Cina farà da volano per la ripresa economica mondiale nei prossimi anni puntando a diventare la prima economia mondiale nel giro di poco tempo. Grazie a una forte crescita economica superiore al 9% nel 2011 e col suo miliardo abbondante di abitanti, la Repubblica Popolare Cinese è in effetti diventata da poco la seconda economia mondiale e presto scalzerà il podio agli Stati Uniti (L’economia del futuro: la Cina scavalca l’Europa e nel 2016 sorpasserà gli Usa).

Nessuna inversione di rotta quindi: la Cina resta la regina tra i paesi emergenti.

Certamente è ancora lontana da Washington, ma è ormai davanti al rivale di sempre, il Giappone. Come nel resto del mondo l’economia cinese non può sottrarsi al rallentamento economico globale in atto, ma se la Cina mostra dei segni di debolezza dall’inizio dell’anno, la sua crescita è rimasta vicina all’8% nel secondo semestre dell’anno con lo yuan che si è rafforzato del 6% nei confronti dell’euro. Come dire, uno starnuto fra gli ammalati.

 

Fra  pochi anni la Cina diventerà la prima economia mondiale

 

 

L’arma vincente del dragone – come tutti sanno ormai da tempo – sono i bassi costi della manodopera per sostenere le esportazioni cinesi (rendendo i prodotti della seconda economia globale più concorrenziali) che il mondo occidentale giudica a livelli di sfruttamento, ma in fondo invidia un pochino e non può permettersi a causa dei debiti pubblici elevati.  Il risultato sul piano monetario e che lo yuan è oggi altamente svalutato nei confronti del dollaro, ma che, d’altra parte, fa comodo alle autorità economiche e monetarie cinesi che si approvvigionano di biglietti verdi a basso costo (la banca centrale cinese possiede circa un trilione di dollari USA in riserve) per poi acquistare sul mercato le materie prime, petrolio in primis. Il governo americano ha chiesto ancora una volta alla Cina di intensificare gli sforzi al fine di permettere una rivalutazione dello yuan rispetto al dollaro.

Ma, malgrado alcune misure adottate dalle autorità di Pechino, il livello della moneta asiatica sul mercato dei cambi è giudicato ancora da Washington (e non solo) artatamente svalutato. Secondo quanto spiegato dal Tesoro Usa nel suo rapporto semestrale sulla politica dei cambi, infatti, lo yuan resta considerevolmente sottovalutato. Anche se il governo americano sottolinea che le autorità cinesi hanno ridotto sensibilmente il grado di intervento ufficiale sul cambio dal terzo trimestre del 2011 ad oggi. La moneta cinese – che ieri veniva scambiata a 6,22 yuan per un dollaro – si è apprezzata infatti del 9% in termini reali negli ultimi 10 mesi. Ovvero da quando la Cina ha deciso di autorizzare la libera fluttuazione della propria valuta. Cosa significa tutto questo? In breve, quando una valuta si rafforza, vuol dire che la sua economia va bene e che la ricchezza si sta trasferendo lentamente da un continente (quello americano) all’altro (quello asiatico). E molte società da alcuni anni stanno seriamente scommettendo sull’economia del dragone finanziandosi in yuan appunto.

 

Obbligazioni estere: alcuni bond in yuan cinesi

La divisa cinese ha quindi il vento in poppa e sembra suscitare sempre più l’interesse degli investitori, alla ricerca di un’alternativa all’euro e al dollaro. In quest’ottica, le multinazionali industriali che hanno anche  grossi interessi in Cina, come Caterpillar, Volkswagen, Air Liquide, Alstom o Volvo, non esitano più a sollecitare il mercato obbligazionario in yuan. Qui di seguito riportiamo alcuni titoli obbligazionari di noti emittenti internazionali che offrono rendimenti, di grado non speculativo, più o meno in linea con quelli europei: 

 Emittente

Cedola

Prezzo

Scadenza

Yield

S&P

Moody’s

ISIN

 

 

 

 

 

 

 

 

 Caterpillar

3,35%

102,10

26/11/2014

3,10%

A

A2

HK0000130648

 Volkswagen

3,75%

100,00

30/11/2017

3,75%

A-

A2

XS0858633398

 Volvo Treasury

3,80%

100,10

16/02/2015

3,76%

BBB

Baa2

XS0857433097

 Rabobank Netherland

3,25%

101,85

20/09/2015

2,83%

AA

Aa2

XS0831025431

 Renault S.A.

5,63%

101,20

10/10/2014

5,03%

BB+

Ba1

FR0011337724

 Tesco PLC

1,75%

97,65

01/09/2014

3,30%

A-

Baa1

XS0651160144

 Veolia Environement

4,50%

100,60

28/06/2017

4,33%

BBB+

Baa1

FR0000474963

 Air Liquide

3,00%

99,15

19/09/2016

3,27%

A

A3

HK0000088796

 Ford Motor

4,88%

102,70

26/03/2015

3,62%

BB+

Ba1

US345370BV51

 Agricultural Bank of China

3,20%

100,00

28/05/2015

3,20%

A-

A2

HK0000130937

 VTB Capital

4,5%

100,80

30/04/2014

4,15%

BBB

Baa2

XS0847441317

 Alstom

4,25%

101,20

09/03/2015

3,73%

BBB

Baa2

FR0011215359

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