Investire in Bot e Btp ai tempi del Redditometro

Chi investe sarà nel mirino del Fisco: si dovrà dimostrare da dove arrivano i soldi

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Chi investe sarà nel mirino del Fisco: si dovrà dimostrare da dove arrivano i soldi

Il redditometro 2013 potrebbe far dormire sonni poco tranquilli a tutti gli investitori. In particolare investire in Bot o in Btp potrebbe diventare più problematico rispetto al passato a causa degli accertamenti sull’origine delle stesse somme investite.

Nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate e il ministero delle Finanze hanno concordato accertamenti sintetici su 35 mila contribuenti, secondo i criteri contenuti nel cosiddetto nuovo Redditometro. Ciò significa che sarà esaminata dagli 007 di Attilio Befera una lista di 70 mila persone, da cui si dovrebbe ricavare la cifra-obiettivo indicata dal governo.

Redditometro significa che il reddito dichiarato dovrà essere coerente con le spese e gli investimenti sostenuti dal contribuente. A tale proposito, l’Agenzia ha suddiviso l’Italia in cinque macro-regioni (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole) e undici categorie familiari, al fine di rendere verosimili le statistiche sugli acquisti in ciascuna parte dello Stivale. Solo se il monte-spese risulti superiore al 20% del reddito dichiarato scatterà la verifica vera e propria, qualora il contribuente non fosse in grado di spiegare tale differenza, la quale potrebbe derivare da un disinvestimento passato e/o da donazioni, regali di parenti e amici.

A tale proposito, vale la pena soffermarsi sul fatto che il Fisco accetterebbe l’ipotesi che un acquisto o un investimento sia conseguente a un disinvestimento fino a 4 anni precedenti, non di più.

Una delle tante curiosità negative di questo strumento affatto ragionevole è che da un lato si invitano gli italiani a investire in titoli di stato nostrani, magari proponendo loro il bond retail BTp Italia, per attirare una clientela più vasta possibile; dall’altro, tuttavia, chi investe in questi strumenti finanziari potrà incappare negli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate, in quanto tutte le forme di investimento, oltre che di spesa, sono soggette a controlli.

Si va dai beni immobili (fabbricati, terreni), ai beni mobili (auto, barche, scooter, etc.), ai conti correnti, azioni, obbligazioni, derivati, partecipazioni in fondi di investimento, fondi pensione, buoni postali, opere d’arte, etc.

Quindi, se deciderai di acquistare un BoT o un BTp, preoccupati di essere già in grado di spiegare da dove derivano i soldi con cui effettui l’investimento. E se tale denaro arriva da un disinvestimento effettuato oltre quattro anni fa, allora potrebbe essere un problema, perché il Fisco non accetta spiegazioni simili.

Niente paura, invece, se investi con denaro già tassato alla fonte, come conti correnti o un titolo di stato. In quel caso, nulla in più è dovuto al Fisco.

 

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