Investire in bond o azioni nel 2020? Ecco la bizzarra previsione

Mercati finanziari stravolti da anziani e tardo-millenials già da quest'anno. Ecco perché l'obbligazionario soccomberebbe progressivamente all'azionario nei prossimi mesi e anni.

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Mercati finanziari stravolti da anziani e tardo-millenials già da quest'anno. Ecco perché l'obbligazionario soccomberebbe progressivamente all'azionario nei prossimi mesi e anni.

Il 2020 sarà l’anno dei bond o delle azioni? Quello appena trascorso ha visto il successo di entrambi i comparti, con l’obbligazionario ad avere toccato nuovi massimi storici tra agosto e settembre. Da allora, il comparto è in ripiegamento, pur rimanendo su prezzi elevatissimi. Ancora oggi, un Bund a 10 anni offre il -0,20%, cioè infligge perdite alla scadenza per almeno il 2% del capitale investito. E se il Treasury di pari durata sfiora l’1,90%, trattasi comunque di livelli di rendimento storicamente bassissimi e, soprattutto, che a malapena coprirebbero l’inflazione.

D’altra parte, anche le azioni appaiono molto apprezzate, specie alla Borsa di New York, dove hanno registrato negli ultimi 11 anni una crescita complessiva media del 280%, circa il 14% all’anno. Ma c’è chi, come il chief equity and derivatives strategist di BTIG, Julian Emanuel, ritiene che il 2020 sarà l’anno della rotazione del mercato in favore del comparto azionario.

I segnali che darebbero il via al travaso dei capitali dall’obbligazionario sarebbero offerti dal raggiungimento di determinate soglie di rendimento. Quali? Lo zero percento per il decennale tedesco e/o quello nipponico, così come il 2% per il Treasury. Soglie psicologiche, che farebbero scattare le vendite globali sui timori di erosione del capitale per via della lievitazione globale dei rendimenti (e la discesa dei prezzi).

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La rotazione sostenuta da anziani e neo-quarantenni

Ci sarebbe, poi, una motivazione meno contingente e più strutturale, se vogliamo di natura generazionale. Il 2020 è l’anno in cui la generazione dei cosiddetti “baby boomers” compirà 75 anni, mentre quella dei “tardo-millenials” entrerà nei 40 anni. I primi si caratterizzano per elevata accumulazione di ricchezza nel corso dei passati decenni, i secondi inizierebbero proprio in questa fase a guadagnare e risparmiare ai massimi termini nelle loro vite.

E ad oggi, hanno investito perlopiù nel comparto obbligazionario, contrariamente ai loro padri.

Ma con il 2020 saremmo entrati in una nuova fase, in cui i baby boomers lasceranno le loro eredità ai neo-quarantenni, consentendo loro di investire anche sui mercati azionari da cui sin qui si sono auto-esclusi. Dunque, aldilà delle valutazioni sui rapporti tra prezzi e utili delle azioni e sui rendimenti infimi dei bond, esisterebbero ragioni superiori per credere che starebbe per iniziare una rotazione a favore dell’equity.

Il 2 gennaio scorso è stata la prima seduta dell’anno, iniziata con la sorpresa dell’impennata per i rendimenti tedeschi, il cui decennale è arrivato a offrire il -0,16%, il livello più alto dall’estate scorsa. Ma ieri, lo stesso risultava sceso al -0,27%, segnalando come, aldilà delle prese di profitto, i mercati non se la sentano affatto di fuggire dal comparto a reddito fisso e dall’elevata solidità creditizia. A stimolare il ritorno agli acquisti di carta tedesca (e non solo) sono state le tensioni in Medio Oriente seguite all’attacco USA contro alcuni militari sciiti iraniani e iracheni all’aeroporto di Baghdad. La dimostrazione che fare previsioni anche a breve può diventare più complicato di quanto uno stesso esperto di finanza possa immaginare.

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