Investire 10 mila euro per 25 anni contro l’inflazione

Vediamo come posso investire una somma relativamente piccola di 10 mila euro a lungo termine e proteggerla dall'inflazione

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Investire 10 mila euro

Sono un risparmiatore italiano e voglio investire 10 mila euro a lungo termine in un asset che mi protegga tendenzialmente il capitale dall’inflazione. Come posso fare? Cercando tra i titoli di stato italiani, vale a dire asset a bassissimo rischio, ne abbiamo trovato uno che potrebbe fare al caso nostro: il BTp 1 marzo 2047 e cedola 2,7% (ISIN: IT0005162828).

Si tratta di un’obbligazione della durata residua di 25 anni e un paio di mesi. Di fatto, un investimento a lungo termine. Questo titolo alla vigilia di Natale quotava a 117. Praticamente, per investire 10 mila euro ne dovrei spendere 11.700. La cedola appare molto allettante, anche una volta che è rapportata al capitale effettivamente investito. Infatti, mi stacca annualmente un tasso d’interesse del 2,02% netto.

Investire 10 mila euro, il fattore cedola

In questa fase, l’inflazione italiana supera abbondantemente il 2%. Era al 3,7% a novembre. Tuttavia, in una prospettiva di lungo periodo dovrebbe tendere proprio al 2%, che è il target fissato dalla BCE. Dunque, per un quarto di secolo sarei in grado di percepire un tasso pari alla perdita del potere d’acquisto. Il problema sarà ovviamente alla scadenza. Quel plus pagato rispetto al valore nominale si tradurrà in una perdita, dato che il Tesoro mi rimborserà 10 mila euro e non la cifra più alta effettivamente spesa.

E, dunque, il rendimento netto alla scadenza oggi viaggia all’1,51%. Sarebbe basso per proteggerci dall’inflazione media che stimiamo possa esservi nei prossimi decenni. D’altra parte, non è neppure detto che dovrei attendere per forza la scadenza. Immaginate che il prezzo dopo essere sceso per diversi anni, torni a salire a seguito di un nuovo calo dei tassi. Ecco che avrei modo di disinvestire realizzando una plusvalenza o almeno non rimettendoci il capitale.

Già in pochi anni di vita- il bond fu emesso nel 2016 – il rendimento netto del BTp 2047 è passato da un massimo del 3,76% raggiunto nel novembre 2018 a un minimo dell’1,01% del febbraio scorso. Questa forte volatilità è una caratteristica del debito sovrano italiano e se da un lato spaventa, dall’altro crea opportunità di ingresso e uscita per l’obbligazionista. Da qui a 25 anni, di cicli monetari ne vedremo parecchi. Ci saranno rialzi dei tassi (cali dei prezzi) e taglio dei tassi (rialzi dei prezzi). All’occorrenza, potrei monetizzare i guadagni dopo avere protetto il capitale dall’inflazione.

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