Intel emette maxibond da 6 miliardi per fare buy back

Rendimenti al lumicino per il colosso americano dei semiconduttori, ma i fondi fanno a pugni per avere il titolo in portafoglio. Occasione per diversificare in dollari

di , pubblicato il
Rendimenti al lumicino per il colosso americano dei semiconduttori, ma i fondi fanno a pugni per avere il titolo in portafoglio. Occasione per diversificare in dollari

Novità nel comparto nelle obbligazioni estere. Anche Intel Corporation, infatti, si è lanciata in grande stile sul mercato obbligazionario. Il leader mondiale dei semiconduttori ha appena raccolto a buon mercato 6 miliardi di dollari distribuendo l’offerta su diverse emissioni comprese in un range di maturazione fra i 5 e i 30 anni e raccogliendo ordini da ogni angolo del pianeta. Lo scopo del funding – spiega la multinazionale californiana – è di rifinanziare debiti in scadenza, ma soprattutto quello di proseguire con un massiccio buy back delle proprie azioni sul mercato dopo aver già ottenuto l’autorizzazione dai soci.

 

Buy Back Intel: a che punto siamo arrivati?

Nell’ultimo trimestre del 2012 Intel aveva già riacquistato azioni a mercato spendendo più di 1,16 miliardi di dollari (3,76 miliardi dall’inizio dell’anno), ma dispone ancora cartucce per 6,3 miliardi di dollari da spendere. Ragion per cui si è resa necessaria l’emissione di un bond equivalente per poter proseguire nell’azione di riacquisto. L’occasione giunge propizia – osserva Doug Freedman, analista finanziario di RBS – in un momento di tassi bassi per finanziarsi e di calo delle quotazioni azionarie a seguito del rallentamento delle vendite di computers. La crisi economica mondiale, infatti, non ha risparmiato nemmeno il settore informatico con Intel che ha chiuso il terzo trimestre con ricavi a 8,6 miliardi di dollari, in calo dell’8% su base annua. E il titolo a Wall street ha ceduto circa il 20% dai massimi relativi dello scorso mese di aprile, ragion per cui l’azienda ha deciso di sostenere le quotazioni ricomprandosi le azioni.

 

Bond Intel: quattro obbligazioni per tagli minimi da 2.000 dollari

 

Le nuove obbligazioni Intel, collocati da numerose banche internazionali coordinate da Bank of America Merrill Lynch e JP Morgan, offrono interessi che vanno dal 1,35% al 4,25% in base alla scadenza e non si può certo dire che per il risparmiatore siano redditizi, anzi, al netto dell’inflazione offrono rendimenti negativi.

Al più si potrebbe scommettere sull’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro per guadagnare qualcosa. Tuttavia – sostiene Jhon Wakeman di Bank of America Merrill Lynch – il successo del jumbo bond appena emesso da Intel è dovuto essenzialmente a due fattori: l’immagine che il chip maker gode a livello internazionale e il fatto che i fondi assicurativi e pensionistici americani sono a caccia di obbligazioni con rendimenti elevati da inserire nei loro portafogli. La crisi – prosegue Wakeman – ha fatto scivolare molte società in area “non investment grade” e i fondi sono stati costretti a vendere titoli non più ritenuti affidabili dalle agenzie di rating per far posto a nuove emissioni di storici colossi americani, come Intel appunto, il cui rating (A+ per S&P, A1 per Moody’s) pare solido anche in presenza di un rallentamento delle vendite di semiconduttori a livello mondiale. Le emissioni americane in dollari poi – conclude Wakeman – si prestano bene a questo scopo, poiché le cedole sono pagate semestralmente dalla società offrendo un costante e regolare flusso di interessi ai detentori a fronte di un prezzo che tendenzialmente dovrebbe rimanere stabile nel tempo data la solidità dell’emittente.

 

Emittente

Mln USD

Scadenza

Cedola

Taglio min.

Rating

ISIN

 

 

 

 

 

 

 

Intel Corporation

3.000

15/06/2017

1,35%

2.000

A+/A1

US458140AL48

Intel Corporation

1.500

15/06/2022

2,70%

2.000

A+/A1

US458140AM21

Intel Corporation

750

15/06/2032

4,00%

2.000

A+/A1

US458140AN04

Intel Corporation

750

15/06/2042

4,25%

2.000

A+/A1

US458140AP51

Argomenti: , ,