India: dati economici misti ma il calo del petrolio aiuta

Commento sull'India e sulle opportunità di investimento a cura di Raiffeisen Capital Management.

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Commento sull'India e sulle opportunità di investimento a cura di Raiffeisen Capital Management.

Il quadro economico dell’India rimane misto. La produzione industriale di recente ha di nuovo sorpreso in positivo e l’inflazione è stata inferiore di quanto temuto. D’altra parte, l’indice dei direttori d’acquisto è leggermente sceso e il sistema finanziario indiano mostra considerevoli segni di stress, soprattutto tra i titoli non bancari. Per l’India è sicuramente positivo l’ultimo significativo calo del prezzo del petrolio. Inoltre, l’India dovrebbe ottenere condizioni piuttosto favorevoli dall’Iran per il suo petrolio.

Dopotutto, non sono molti i paesi che hanno dichiarato in anticipo di voler continuare a rifornirsi di petrolio iraniano nonostante le sanzioni USA contro l’Iran. All’ultimo momento gli USA hanno emesso una “deroga” temporanea per l’India e altri sette paesi (tra cui la Cina) per le importazioni di petrolio dall’Iran. Ma questo sembra essere soprattutto il riconoscimento della realtà da parte di Washington. Per il momento, è improbabile che il governo Trump possa costringere la Cina o l’India a fare qualcosa. Quindi “permette” generosamente ciò che non può comunque vietare. Inoltre gli USA vogliono a tutti i costi avere rapporti più stretti con l’India e indebolire le relazioni dell’India con la Russia. Da questo punto di vista a livello strategico sarebbe poco saggio imporre sanzioni contro Delhi. Nel frattempo, la banca centrale indiana ha mantenuto invariato il tasso guida, anche se la maggior parte degli analisti aveva ipotizzato un rialzo dei tassi.

La banca centrale taglia le previsioni di inflazione

La banca centrale ha tagliato le sue previsioni di inflazione per il 2019, ma allo stesso tempo ha segnalato che il ciclo di rialzo dei tassi potrebbe non essere ancora finito. Il mercato azionario indiano a ottobre ha perso “solo” il 5% circa, performando pertanto molto meglio della media delle borse globali. Gli investitori stranieri a ottobre hanno ritirato più denaro rispetto a qualsiasi altro mese dalla crisi finanziaria globale del 2009, mentre gli investitori istituzionali locali hanno acquistato ancora più spudoratamente.

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Argomenti: Mercati Emergenti