Imprese sempre meno legate alle banche, aumentano le emissioni di bond

La percentuale di bond sui finanziamenti totali è in aumento: l'esigenza è quella di supplire alle minori risorse delle banche

di Mirco Galbusera, pubblicato il
La percentuale di bond sui finanziamenti totali è in aumento: l'esigenza è quella di supplire alle minori risorse delle banche

Le imprese dell’Eurozona hanno aumentato negli ultimi anni il ricorso al mercato, riducendo la dipendenza dalle banche. Nel 2017 il peso dei bond è salito al 16% del finanziamento totale, dal 10% del 2006. Nello stesso periodo i prestiti bancari sono scesi dal 56 al 46%, secondo i dati pubblicati ieri dall’agenzia S&P. Nonostante la flessione, gli istituti di credito restano fondamentali per le aziende europee, al contrario di quanto avviene negli Usa.

Tra i Paesi Ue, scrive MF, le differenze sono comunque marcate: le imprese francesi sono quelle che ricorrono di più al mercato (32% dei finanziamenti totali), con un netto divario rispetto a quelle tedesche (14%), italiane (13%) e spagnole (4%).

In Francia i mercati sono più sviluppati soprattutto grazie alle dimensioni delle aziende: per le big è più semplice emettere obbligazioni e attirare la domanda degli investitori. Le grandi imprese possono diversificare le fonti di finanziamento e perciò sono meno esposte alle difficoltà delle banche, come quelle emerse nella recente crisi. Non a caso in tutti i Paesi la percentuale di bond sui finanziamenti totali è aumentata negli ultimi anni: l’esigenza è stata quella di supplire alle minori risorse messe a disposizione dagli istituti di credito. Peraltro anche le banche in questa fase sono più propense a ridurre l’attività creditizia (più onerosa in termini di capitale e con margini in calo) e ad accompagnare le imprese sul mercato (in modo da incassare commissioni).

In Italia lo scenario è opposto a quello della Francia, a causa dell’elevato numero di pmi. Il sistema, nonostante i progressi recenti, resta ancora eccessivamente bancocentrico: un punto di debolezza sottolineato anche dal nuovo presidente della Consob Mario Nava alla relazione annuale della commissione di controllo.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti