Il mercato dei bond indiani si apre alla finanza straniera, ecco le novità

Tonfo dei rendimenti indiani dopo l'apertura del mercato obbligazionario alla finanza straniera. Ecco i titoli non soggetti a limitazioni e quali prospettive.

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Tonfo dei rendimenti indiani dopo l'apertura del mercato obbligazionario alla finanza straniera. Ecco i titoli non soggetti a limitazioni e quali prospettive.

I rendimenti indiani sono scesi oggi lungo la curva, dopo che la Reserve Bank ha notificato al governo i titoli che potranno essere acquistati senza limitazioni dagli investitori stranieri. La mossa segue l’annuncio avvenuto in sede di presentazione del nuovo bilancio (Union Budget) per l’anno fiscale prossimo, che inizia da domani, da parte del ministro delle Finanze, Nirmala Sitharaman. Saranno cinque i titoli di stato accessibili senza restrizioni agli investitori esteri: bond 2024 e cedola 6,18%, bond 2024 e cedola 7,32%, bond 2029 e cedola 6,45%, bond 2029 e cedola 7,26% e bond 2049 e cedola 7,72%. Lo stesso varrà per tutte le emissioni a 5, 10 e 30 anni che avverranno da domani in poi, cioè rientranti nel nuovo anno fiscale.

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L’obiettivo di Nuova Delhi consiste nel consentire al proprio mercato obbligazionario di essere inserito negli indici internazionali. Si stima che con l’annuncio delle scorse ore, il peso che l’India avrebbe in questi indici globali sarebbe del 2,5%. Nel dettaglio, le obbligazioni di stato acquistabili senza restrizioni sotto le nuove norme ammonterebbero a 4.200 miliardi di rupie, circa 50 miliardi di euro. E si stima che ogni anno le emissioni di bond con scadenze a 5, 10 e 30 anni siano un quinto del totale, pari a circa 2.000 miliardi di rupie o 24 miliardi di euro al cambio attuale. I titoli rientranti sotto le nuove norme restano del tutto accessibili agli investitori domestici.

Quanto al limite complessivo del 6,5% per le detenzioni di bond da parte di soggetti stranieri, non è stato rimosso ed è rimasto uguale. Tuttavia, all’interno di esso sarà possibile per un investitore estero acquistare bond di una stessa emissione illimitatamente.

E l’apertura ha riguardato anche il mercato corporate, con la soglia massima acquistabile innalzata dal 10% al 15%. Ciò consentirà agli investitori dal resto del mondo di acquistare fino a 4.290 miliardi di rupie nel prossimo semestre, fino a 5.410 miliardi nel secondo. Ad oggi, essi posseggono appena 1.700 miliardi (20,4 miliardi di euro), circa il 54,65% del massimo consentito.

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Alla notizia, il rendimento a 10 anni è sceso dal 6,21% di ieri al 6,13%, mentre sulla scadenza a 2 anni è passato dal 5,22% al 5,04%. La scorsa settimana, la Reserve Bank aveva tagliato i tassi dal 5,15% al 4,40%, reagendo così all’indebolimento della congiuntura internazionale. Si stima, infatti, che nell’anno che sta per iniziare, l’economia nazionale dovrebbe crescere di non oltre il 3,5%. Detto ciò, le prospettive a breve non sembrano certe. Da un lato, l’apertura alla finanza internazionale e i rendimenti relativamente elevati creano appeal per chi fosse a caccia di bond più remunerativi di quelli sui mercati avanzati, dall’altro il cambio non autorizza facili illusioni. La rupia indiana ha perso quest’anno il 5,5% contro il dollaro.

E, pur in calo, a febbraio l’inflazione nel sub-continente asiatico era al 6,6%, nettamente superiore ai tassi d’interesse fissati dalla Reserve Bank. Questo significa che, anche scontando un ulteriore calo per via del crollo delle quotazioni petrolifere sotto i 25 dollari al barile, difficile che da qui a breve l’istituto disponga ancora di margini per allentare la politica monetaria, rischiando altrimenti di impattare negativamente sui tassi di cambio, allontanando gli investitori stranieri, anziché avvicinarli.

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