Il fotovoltaico è in crisi, Solarworld a un passo dal default

Obbligazioni in picchiata dopo l’annuncio della ristrutturazione del debito della compagnia tedesca attiva nello sfruttamento dell’energia solare. Il mercato teme la conversione del debito in azioni

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Obbligazioni in picchiata dopo l’annuncio della ristrutturazione del debito della compagnia tedesca attiva nello sfruttamento dell’energia solare. Il mercato teme la conversione del debito in azioni

Si diceva che la bolla finanziaria del nuovo secolo sarebbe stata verde. Al momento, però, sembra però che sia esplosa ancora prima di gonfiarsi. Così il gruppo Solarworld, una delle più grandi società tedesche dedite alla produzione di prodotti per il settore fotovoltaico in tutto il mondo e presente sul mercato dei capitali con due importanti obbligazioni, tira i remi in barca e si appresta a ristrutturare il suo enorme debito. Per non fallire. Poche ore fa Frank Asbeck,  Ceo e fondatore di Solarworld, pressato da investitori e giornalisti della Reuters, ha dichiarato che “presto verranno avviate trattative coi creditori per ristrutturare il debito e che gli obbligazionisti dovranno sopportare dolorose perdite”. Pena il default di Solarworld.

 

Default Solarworld: la società scopre le carte

A fine settembre il debito del gruppo ammontava a 1,03 miliardi di euro, ma i ricavi erano crollati del 38% nei primi nove mesi su base annua, così come l’Ebitda che è precipitato sotto di 190 milioni perdendone ben 280 in 12 mesi. Ma la situazione potrebbe anche essere peggiorata nel frattempo – commenta Paul Sunderland analista di Barclay che segue il settore investimenti in energie rinnovabili – poiché la notizia è uscita solo adesso che l’azienda conosce con esattezza il conto economico dell’esercizio finanziario 2012, anche se bisognerà aspettare il 21 Marzo perché venga ufficializzato al mercato. E’ infatti probabile che in occasione dell’Assemblea degli azionisti il board elabori un piano di ristrutturazione da sottoporre ai soci e ai creditori per non presentarsi senza una soluzione in mano.

 

I bond Solarworld potrebbero essere convertiti in azioni

 

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Fra le varie ipotesi che si rincorrono già da tempo circa una ristrutturazione del debito di Solarworld che pesa per 550 milioni su due linee obbligazionarie a tasso fisso con scadenza 2016 e 2017, ci sarebbe quella di una conversione in azioni.

Operazione che potrebbe essere sostenuta in particolare da alcune banche, fra cui Deutsche Bank e Jp Morgan che detengono una buona fetta del debito e potrebbero entrare in maniera preponderante nell’azionariato di Solarworld decidendone le sorti future. Tant’è che alla notizia, non è crollato solo il valore delle obbligazioni senior (- 40%), ma anche le azioni quotate alla borsa di Francoforte che hanno lasciato sul terreno il 30% adagiandosi sui minimi dello scorso anno (vedi grafico). L’operazione, affinché vada a buon fine – dice Sunderland – dovrebbe essere sostenuta, secondo la legislazione tedesca a cui fanno riferimento i due prestiti obbligazionari in corso da 400 e 150 milioni (XS0478864225, XS0641270045), da almeno il 75% degli obbligazionisti affinché possano essere modificate le clausole dei rispettivi regolamenti, ma anche dai soci che dovrebbero acconsentire a Solarworld l’emissione di un numero imprecisato di azioni che ne diluirebbero fortemente il valore. Una complessa operazione finanziaria, dunque, che richiederà sicuramente mesi di studio e che probabilmente si concluderà prima del mese di Luglio quando dovrà essere onorato il pagamento di 9,5 milioni di euro in interessi su una delle due obbligazioni in corso per evitare il default. Lo swap – conclude Sunderland – metterebbe in questo modo il debito delle banche creditrici al riparo da eventuali tagli consentendo una rinegoziazione delle scadenze oltre a quelle dei bond.

 

Warren Buffet ci crede e investe nel fotovoltaico

 

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La vicenda di Solarworld è solo una delle tante società (finite male) che si sono lanciate in questi ultimi anni nell’avventura del fotovoltaico. Solo un anno fa, sempre in Germania, la più nota Q-Cells era finita con i libri in tribunale e ora sta per essere acquistata dalla sudcoreana Hanwha. La crisi economica incombente, il taglio dei sussidi statali da parte dei governi e la spietata concorrenza cinese hanno massacrato i già tenui bilanci delle compagnie impegnate nello sfruttamento dell’energia solare. A soffrire sono anche centinaia di piccole e medie aziende europee che silenziosamente, se non falliscono, stanno in piedi per miracolo o perché alle spalle c’è qualche grosso gruppo industriale che le sostiene. Questo non significa che l’investitore debba disdegnare per forza di cose il settore dell’energia solare, ma la selezione in questo settore è quanto mai fondamentale per non ritrovarsi con il proprio capitale azzerato. Lo sa bene Warren Buffet, conosciuto per il suo fondo d’investimento Berkshire Hathaway, che ha annunciato all’inizio di gennaio di aver investito pesantemente nella filiera del solare negli Stati Uniti e in particolare nella MidAmerican Renewables.

La società ha annunciato di aver acquistato due importanti progetti dalla francese Sunpower per la realizzazione in USA del più grande parco eolico al mondo per 579 megawatts.

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