Il fai da te non va più, Praktiker verso il fallimento

La nota catena di bricolage tedesca è sull’orlo della bancarotta a causa delle enormi perdite accumulate. Il bond 5,875% 2017 è vicino al default, ma non è detta l’ultima parola

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La nota catena di bricolage tedesca è sull’orlo della bancarotta a causa delle enormi perdite accumulate. Il bond 5,875% 2017 è vicino al default, ma non è detta l’ultima parola

Praktiker è sull’orlo della bancarotta. La catena tedesca di bricolage, che faceva capo al più noto gruppo Metro AG, è in grande difficoltà finanziaria e ha avviato le pratiche per chiedere la protezione nei confronti dei creditori al tribunale di Amburgo. Per effetto, il bond Praktiker da 250 milioni di euro emesso nel 2011 è franato al 10% del valore nominale, mentre le azioni quotate alla borsa di Francoforte sono sprofondate dell’85% dall’inizio dell’anno, a 0,21 euro (erano a 14,50 nel 2005 quando furono immesse sul mercato). E dire che solo lo scorso mese di Ottobre Praktiker aveva concluso con successo un aumento di capitale da 60 milioni di euro, dopo che il tentativo di trovare un accordo coi creditori per tagliare la cedola del bond dal 5,875% al 1% era fallito alla fine del 2011. Il debito è esploso a 535 milioni, da 415 della fine di dicembre 2012, e l’equity si è praticamente azzerato dopo il pagamento della cedola di febbraio.

 

Praktiker ha bisogno di 30 milioni per evitare l’insolvenza. Li troverà?

 

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Un aumento di capitale che si è però rivelato insufficiente perché nel frattempo Praktiker ha continuato a bruciare cassa. L’esercizio 2012 si è chiuso con un Ebitda negativo di 128,8 milioni di euro e perdite per 188,9 milioni a fronte di un fatturato di 3 miliardi in tendenziale calo. Peggio è andato il primo trimestre del 2013 che si è chiuso con un calo dei margini del 28% a valle di ricavi in continua discesa (-10%) e con un Ebitda negativo per 59 milioni e un risultato netto in rosso per 72. Numeri che hanno costretto la società ha trovare un accordo  coi creditori e gli obbligazionisti per trovare le risorse necessarie a iniettare nuova liquidità nel gruppo, dopo il tentativo (fallito) di vendere la partecipazione maggioritaria del gruppo tedesco alla lussemburghese Batiself SA.

L’accordo coi creditori e con gli obbligazionisti è saltato e così per Praktiker non c’è stata altra soluzione che portare i bilanci in tribunale. All’azienda – secondo quanto riferito da Bloomberg – servono almeno 30 milioni di euro per evitare l’insolvenza essendo la liquidità scesa del 30% (51 milioni) e il fondo Apollo Global Management LLC sembra intenzionato a metterceli, ma vorrebbe in cambio un sacrificio dei creditori.  Così come la famiglia di Isabella de Krassny che detiene il 15% di Praktiker e vorrebbe evitare il peggio sostenendo il gruppo con un nuovo aumento di capitale, ma a fronte di una rinegoziazione dei prestiti bancari e di una parziale conversione del bond in azioni. [fumettoforumleft]Tutti scenari che sono già stati dettagliatamente valutati, ma che ora, di fronte al rischio di fallimento, potrebbero assumere una valenza diversa costringendo gli obbligazionisti a scendere a patti. Per i portatori delle obbligazioni Praktiker Bau- und Heimwerkermärkte Holding 5,875% 2016 (Isin DE000A1H3JZ8) la situazione non è ancora definita, ma è chiaro che il bond, così com’è stato emesso, ha vita breve.

 

Bricolage in crisi e margini stretti, ma la ripresa potrebbe arrivare presto

 

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La crisi economica ha colpito duro anche il settore del bricolage. I consumi in questo settore sono iniziati a diminuire, dopo sei anni di crescita superiore al 4%. La causa principale della flessione delle vendite è stata la caduta delle transazioni immobiliari, e quindi dei traslochi, ma ha contribuito anche il clima poco favorevole. Soltanto i negozi discount, che occupano il 15% della quota di mercato, hanno aumentato le loro vendite. E anche i piccoli artigiani, che si rivolgono ad una clientela benestante, continuano a lavorare a ritmi elevati. Il bricolage resta comunque la prima voce di spesa di prodotti per la casa, davanti all’high tech e ai mobili: i tedeschi spendono in media 600 euro all’anno per nucleo famigliare e 250 euro per il giardinaggio. Inoltre, oggi, l’80% circa praticano il bricolage, contro il 66% nel 2002.

Le prospettive a medio termine sembrano quindi buone e secondo un’inchiesta condotta dal Bid alla fine di maggio, le vendite non sarebbero più in fase calante e l’attività potrebbe quindi riprendersi già nella seconda parte dell’anno. E questo è il motivo principale che vedrebbe i soci di Praktiker pronti a tutto pur di salvare un’industria e un marchio che annovera quasi 18mila dipendenti e 414 punti vendita sparsi in mezza Europa: Germania, Lussemburgo, Grecia, Ungheria, Polonia, Romania, Albania, Ucraina e Turchia.

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