Il debito cileno ha offerto guadagni a doppia cifra e ha ancora margini di crescita

Le proteste in Cile sembrano cessate con il referendum previsto per cambiare la Costituzione. E sui mercati si torna a respirare: bond e cambio su, guadagni a doppia cifra in poche sedute.

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Le proteste in Cile sembrano cessate con il referendum previsto per cambiare la Costituzione. E sui mercati si torna a respirare: bond e cambio su, guadagni a doppia cifra in poche sedute.

La calma sembra essere tornata in Cile, dove due mesi fa esplosero proteste violente contro le disuguaglianze sociali, sfociate in 22 morti. Il presidente Sebastian Pinera ha mantenuto la promessa e il Parlamento ha votato per consentire agli elettori di esprimersi in aprile se intendono cambiare la Costituzione, redatta nel 1980 dal regime di Augusto Pinochet, e quale dovrebbe essere l’organismo eventualmente incaricato ad occuparsene. Le tensioni avevano provocato anche ingenti perdite sui mercati finanziari, con il peso ad essere crollato contro il dollaro fino a un massimo di circa il 14%, arrivando a scambiare a 829 alla fine di novembre.

Adesso, il cambio si attesta a 757 pesos contro un dollaro, per cui il recupero è stato già di circa il 9%. E i rendimenti sovrani che erano schizzati nelle settimane tra ottobre e novembre lungo l’intera curva delle scadenze, hanno ripiegato. Il decennale offre il 3,21%, meno dell’apice toccato al 3,89%. Il biennale rende l’1,77% da poco più del 2%. A segnalare il ripristino della calma anche i “credit default swaps” a 5 anni, che misurano il grado di rischio percepito sui mercati, i quali viaggiano oggi a 41,5 punti base, giù dai 55 di poche settimane fa.

Ad ogni modo, il cambio resta del 5-6% più debole rispetto ai livelli precedenti alle proteste, così come i rendimenti a lungo termine si attestano ancora a una trentina di centesimi sopra. Questo significa che i titoli del debito denominati in pesos, pur avendo offerto guadagni a doppia cifra dalla fine di novembre, avrebbero ancora qualche ulteriore margine di crescita, nel caso in cui gli investitori cancellassero del tutto dalle loro menti le terribili scene di ottobre e le manifestazioni imponenti anti-governative del mese scorso.

Bond cileni tornati appetibili con il “floor” toccato sui mercati

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