Il commissariamento dell’Italia si avvicina

Secondo il Financial Times l’Italia sarà costretta a chiedere aiuto al fondo salva stati entro la fine dell’anno. La Germania darà via libera all’acquisto di Btp in cambio di radicali riforme economiche e politiche

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Secondo il Financial Times l’Italia sarà costretta a chiedere aiuto al fondo salva stati entro la fine dell’anno. La Germania darà via libera all’acquisto di Btp in cambio di radicali riforme economiche e politiche

Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto e per il governo Monti il tempo sta finendo. L’incapacità della classe politica italiana di mettere freno agli sprechi a una spesa pubblica da anni fuori controllo e che non trova eguali nelle economie occidentali avanzate, sta mandando su tutte le furie, non solo la Merkel, ma anche gli stessi italiani che vorrebbero vedere al più presto il tramonto di una legislatura decotta e ingessata. Pare infatti che chi governa l’ex bel paese abbia intenzione di durare il più a lungo possibile, fino al marzo 2013, piuttosto che rompere certi equilibri di potere che metterebbero a repentaglio interessi, non solo di casta, ma anche di lobby e generazioni che per anni hanno campato più che allegramente sulle spalle della collettività indebitando senza freno figli e nipoti. Il quadro (offuscato dai giornali al soldo di partiti e governanti)  che siamo costretti a vedere ogni giorno è presto tracciato dai numeri: quasi 2.000 miliardi di debito pubblico italiano, 120% di rapporto defici/pil (secondo solo a quello della Grecia) e spesa per interessi che sfiora i 90 miliardi di euro annui ai quali andranno aggiunti, dal 2013 in poi, almeno 40 miliardi per il fiscal compact. Una manovra finanziaria da 130 miliardi di euro dall’anno prossimo in avanti. Impossibile da realizzare se non con aiuti finanziari esterni. Quelli della BCE e del fondo salva stati che attende solo il via libera dalla Corte Costituzionale tedesca. Un commissariamento a tutti gli effetti che forse farà bene all’Italia, un po’ meno agli italiani che già stanno pagando a caro prezzo l’abbuffata che per decenni si sono fatti i partiti coi finanziamenti elettorali (e non solo), ma anche i sindacati – come faceva notare Confindustria – grazie ai rimborsi degli enti statali e alle tessere di molti lavoratori e pensionati.

 

Entro la fine dell’anno l’Italia chiederà l’intervento del fondo salva-stati? 

L’Italia è quindi destinata a chiedere l’intervento del fondo salva stati entro l’anno per comprare i Btp in scadenza che rappresentano il  66% del debito pubblico totale e di cui le banche sono già piene fino al collo, ma solo grazie ai finanziamenti all’1% concessi quest’anno dalla Bce. Lo sostiene apertamente il Financial Times che sottolinea, calcando un po’ la mano, come il miglioramento dello spread è solo temporaneo. Ma lo dcie anche la Banca d’Italia precisando che il differenziale coi bund tedeschi decennali dovrebbe stare a non più di 200 punti base e il Pil dovrebbe crescere di circa il 5% all’anno affinchè i conti dello stato possano stare in equilibrio e il rapporto deficit/pil scendere abbondantemente sotto il 100%. Secondo il Financial Times che cita autorevoli fonti coinvolte nelle discussioni che quotidianamente avvengono fra Bruxelles e Francoforte, il governo Monti sarà costretto a chiedere, entro la fine dell’anno, l’attivazione del meccanismo di acquisto di bond da parte del fondo salva-stati, poiché l’intervento della BCE, come già anticipato dallo stesso presidente Mario Draghi, sarà limitato alle scadenze brevi e non basterà a puntellare il Tesoro (Bce, il giorno più lungo di Draghi. L’Italia chiederà l’acquisto dei suoi bond?).

La Germania e la Bundesbank chiederanno quindi impegni severi sulle future riforme dell’Italia nella speranza che le attuali forze politiche che siedono ora in parlamento lascino il campo libero a correnti nuove e riformiste, slegate dagli interessi di partito e più vicine ai cittadini la cui fiducia verso l’attuale classe politica è ai minimi storici, come anche rivelato dai sondaggi. Un massiccio piano di riacquisto di Btp italiani per evitare il default di Roma, compreso fra i 150 e i 200 miliardi di euro, pare sia già stato predisposto ai piani alti dell’Eurotower – come riportano alcune indiscrezioni dell’ultima ora provenienti da Berlino, ma per questo si attende solo che l’Italia alzi bandiera bianca.

E forse non sarebbe una scelta sbagliata.

 

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