Il BTp 2041 ha reso quasi il 7% netto in 4 mesi

L'altalena dei titoli di stato ha consentito all'obbligazionista di ottenere ritorni elevati in breve tempo: il caso del BTp 2041.

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BTp 2041

Se dovessimo sintetizzare l’andamento dei titoli di stato italiani quest’anno, diremmo che hanno registrato una forte discesa fino alla metà di maggio e una decisa risalita successivamente e fino alla terza settimana di agosto. Da allora, c’è stato un certo ripiegamento. L’altalena dei prezzi ha consentito all’obbligazionista di ottenere ritorni anche consistenti. Vi proponiamo il caso del BTp 2041 (ISIN: IT0005421703), un bond con durata residua oramai inferiore ai 20 anni.

Il titolo offre oggi un rendimento netto dell’1,19%, pari all’1,36% lordo. Non si mostra affatto appetibile, considerando che l’inflazione italiana in agosto è salita al 2,1%. Praticamente, il BTp 2041 ci infliggerebbe una perdita del capitale dello 0,90% all’anno per quasi 20 anni, nel caso in cui l’inflazione restasse invariata fino alla scadenza. Invece, ai minimi di prezzo toccati a maggio, il rendimento si aggirava in area 1,80%. Neppure in quel caso, la perdita del potere di acquisto oggi sarebbe stata compensata, ma almeno risulterebbe più bassa.

BTp 2041, rendimento ancora basso

Dunque, nel giro di tre mesi, la quotazione è arrivata a salire del 9,5%. Il raffronto con oggi, invece, segna +7%. A maggio, infatti, il BTp 2041 si acquistava appena sotto la pari. Nel frattempo, poi, l’obbligazionista ha potuto maturare la cedola per una porzione corrispondente a un terzo dell’anno solare. Parliamo di un altro 0,60%. In totale, il ritorno dell’investimento sarebbe stato del 7,60% lordo. Al netto della tassazione, scenderebbe al 6,65%.

Nulla di eclatante, ma la dimostrazione che anche inserendo in portafoglio titoli di stato a rendimenti reali negativi è possibile ottenere guadagni dal saliscendi delle quotazioni. Non una guida per l’andamento futuro del BTp 2041, bensì una semplice constatazione. Per il momento, possiamo affermare che non sarebbe arrivato il momento di comprare.

Una scadenza a 20 anni non può offrire così poco, a fronte di un’inflazione nettamente superiore. Prima dovremmo attendere che la politica monetaria almeno inizi a normalizzarsi e che il rendimento tenda al 2%, il target fissato dalla BCE per il medio periodo.

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