Il bond di Poste Italiane fa il pieno in collocamento

Richieste sei volte superiori per le nuove obbligazioni senior a cinque anni che pagheranno una cedola fissa del 3,25%. Il 65% delle sottoscrizioni arriva dall’estero e su Otc gli scambi sono già intensi e sopra la pari

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Richieste sei volte superiori per le nuove obbligazioni senior a cinque anni che pagheranno una cedola fissa del 3,25%. Il 65% delle sottoscrizioni arriva dall’estero e su Otc gli scambi sono già intensi e sopra la pari

Pieno successo per le nuove obbligazioni quinquennali di Poste Italiane. Come anticipato a fine Maggio da Investireoggi, il gruppo guidato da Massimo Sarmi (foto in basso) ha centrato l’obiettivo di rifinanziare per 750 milioni di euro una scadenza debitoria andata a rimborso lo scorso anno per altrettanto importo.

L’operazione, guidata da Banca Imi, Bnp Paribas, Deutsche Bank, HSBC e Unicredit ha suscitato interesse soprattutto dall’estero, da dove sono arrivati oltre i due terzi degli ordini che hanno superato i 3,55 miliardi di euro. Circa il 35% è stato sottoscritto da investitori italiani e il resto da stranieri. Il 20% è stato acquistato dalla Francia e dalla Germania, mentre il resto è andato nelle tasche di Inghilterra, Spagna, Belgio, Danimarca, Olanda con piccole quote comprate anche da Russia, Lituania e Israele. Gli investitori sono stati complessivamente per oltre il 40% fund manager. Questo si spiega con il fatto – dice un dealer vicino all’operazione – che i rendimenti degli analoghi titoli in questi paesi sono molto più bassi che in Italia per cui c’è maggiore visibilità sulla convenienza e sull’appetibilità dell’obbligazione.

 

Obbligazioni Poste Italiane 3,25% 2018, caratteristiche e dettagli

Il bond senior unsecured Poste Italiane scadenza 18 giugno 2018 (isin  XS0944435121) è stato prezzato a 99,66 offrendo una cedola annuale fissa del 3,25% fino a giugno 2018. Il rendimento è stato fissato a 225 punti base sopra il tasso del midswap, sul margine inferiore del range precedente di 225-230 punti base, già rivisto rispetto a una prima indicazione in area 235 punti base. Sarà quotato presso la borsa del Lussemburgo e negoziabile dal prossimo 18 Giugno per tagli minimi di 100.000 euro nominali con multipli aggiuntivi di 1.000. Nel frattempo, sul mercato non regolamentato over the counter (Otc) il titolo viene scambiato intorno a 100,50 con movimenti intensi soprattutto dalla piazza di Londra dove si concentrano i maggiori investitori istituzionali che hanno partecipato al road show della scorsa settimana. L’emittente ha rating Baa2 e BBB rispettivamente da Moody’s e S&P’s/Fitch, con outlook negativo per tutte e tre le agenzie.

 

Nuovi bond Poste Italiane entro l’anno

 

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Il collocamento di oggi – spiega un analista – è solo un primo passo verso un più ambizioso progetto di raccolta fondi dal momento che alle banche coordinatrici è stato conferito mandato per emettere obbligazioni in varie tranches per 2 miliardi di euro nell’ambito del programma Euro Medium Term Notes (Emtn) approvato dal Cda del gruppo lo scorso mese di marzo.

Il programma Emtn di Poste Italiane si inserisce in un quadro che tende a ripristinare il livello di liquidità del 2011. Liquidità [fumettoforumleft] che cha a fine 2012 era scesa sotto quota 200 milioni dopo il pagamento del dividendo al Tesoro (350 milioni) e dopo aver rimborsato il vecchio bond decennale (750 milioni). Ma l’idea di Poste Italiane di finanziarsi con l’emissione di obbligazioni è legata anzitutto alle opportunità di sviluppo nei business del gruppo Poste, che ogni anno destina 400-500 milioni agli investimenti, per metà assorbiti dalle infrastrutture. Al pari dei competitors francesi e tedeschi che hanno già emesso obbligazioni e approvato programmi di sviluppo ambiziosi. Così, secondo quanto trapelato dalla divisione finanziaria di Poste Italiane, altre due emissioni sarebbero in procinto di decollare nei prossimi mesi qualora il mercato dovesse offrirne l’opportunità, non essendoci al momento una necessità impellente. Ma obiettivo di Poste Italiane per il lungo periodo è anche lo sbarco a Piazza Affari non appena la borsa ne offrirà l’opportunità. Per ora resta da sfruttare solo il mercato obbligazionario, ma prima o poi arriverà anche il turno di quello azionario – commenta un dealer – e Poste Italiane ha sicuramente i requisiti per potersi presentare bene in borsa.

 

Poste Italiane è l’industria più ammirata al mondo secondo la rivista Fortune

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Dal punto di vista dei conti, Poste Italiane ha archiviato il 2012 con un utile netto di 1.032 milioni di euro. Il Gruppo ha visto aumentare la quota di mercato nei servizi assicurativi e ha consolidato i risultati nei servizi finanziari, dove fa segnare un sensibile incremento del business. “I dati di bilancio – si legge in una nota – hanno ribadito inoltre la leadership assoluta nel settore degli strumenti di pagamento grazie al successo della carta prepagata Postepay e dell’immediato favore ottenuto sul mercato dai nuovi servizi studiati per l’e-Commerce”. Il totale ricavi è ammontato a 24 miliardi di euro ed è frutto solo in parte dall’invio della corrispondenza. Il 72% viene da premi assicurativi di Poste Vita (10,5 miliardi i premi) e della compagnia danni Poste Assicura, da Poste Mobile a oltre 2 milioni di clienti, dai servizi finanziari che includono 10 milioni di carte Postepay e dal BancoPosta che contribuisce con 343 milioni all’utile netto di 1 miliardo.

  Anche nel 2012, quindi, il gruppo guidato da Sarmi, ha ottenuto risultati di grande significato nel complesso scenario di incertezza economica e di contrazione strutturale del mercato dei servizi postali, confermando la serie di utili che il Gruppo consegue ininterrottamente oramai dal 2002. Il prestigio internazionale acquisito da Poste Italiane e la sua assidua capacità innovativa l’hanno resa l’azienda italiana “più ammirata nel mondo”, come stabilito dalla annuale classifica “World’s Most Admired Companies”, stilata dalla rivista americana Fortune. Poste Italiane conferma inoltre il quarto posto di categoria della classifica mondiale delle aziende più apprezzate nel settore logistico-postale.

 

Degli altri prodotti di investimento di Poste Italiane, quali i buoni fruttiferi, si parla qui e qui

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